INAUGURATA AL CERP LA MOSTRA “CORRADO SPAZIANI-PITTURA 1949/1986”

Le opere di Corrado Spaziani in mostra al Cerp di Perugia fino a domenica 5 febbraio

701_11 Il racconto dell’opera di un artista umbro in 150 opere pittoriche esposte a Perugia - La mostra prosegue nella suggestiva cornice della Rocca Paolina fino al 5 febbraio 2012

(Avi News) – Perugia, 17 dic. – Centocinquanta opere esposte al Cerp della Rocca Paolina di Perugia, per raccontare l’evoluzione artistica di Corrado Spaziani, pittore espressionista umbro. Una mostra antologico-retrospettiva, curata da Antonio Carlo Ponti e patrocinata da Regione Umbra e Provincia di Perugia, Comuni di Perugia, Bevagna e Castel Ritaldi e Accademia di belle arti “Pietro Vannucci” di Perugia.

“Corrado Spaziani – ha spiegato Ponti – è stato uno degli artisti umbri più conosciuti in Europa, la cui opera, visionaria ed espressionista, ha suscitato all’estero soprattutto, un’entusiasta letteratura. L’artista ha cominciato a dipingere nel secondo quinquennio degli anni Quaranta, scegliendo la sua regione come palestra paesaggistica, interpretandola nella sua essenza di una bellezza mai strillata, ma tenue, tenera, francescana”.

Al vernissage erano presenti, insieme al curatore della  mostra, Donatella Porzi, assessore alle attività culturali della Provincia di Perugia, Emidio De Albentiis, docente dell’Accademia di belle arti “Pietro Vannucci” di Perugia, Giuseppe Lomurno, assessore allo sviluppo economico del Comune di Perugia e Claudio Carnieri, presidente dell’Agenzia Umbria ricerche, oltre al figlio dello scomparso Corrado, Giulio Spaziani. L’inaugurazione è stata anche allietata dall’intermezzo musicale del fisarmonicista Umberto Ugoberti.

“Abbiamo scelto questo spazio di prestigio, il Cerp,  – ha detto Ponti – perché Spaziani merita un ricordo importante. Un pittore umbro, ma più noto all’estero, che quindi andava riscoperto. Già nel 1982, quando Spaziani fu in mostra a Palazzo dei Priori, scoprimmo che non era un artista ingenuo o naif, ma ben radicato nell’espressionismo lirico, fantastico e in una pittura che ha capacità introspettive ed ipnotiche”.

La mostra, che interessa più locali del Cerp, è un percorso diviso per temi, dalle primissime opere, per lo più paesaggi, fino alle ultime più mature i cui soggetti sono ritratti, vedute da Assisi a Parigi, e nature morte.

“La vita mi ha spesso portato fuori casa per studio e lavoro – ha raccontato Giulio Spaziani – e, per questo, ho preso piena coscienza dell’opera che mio padre mi ha lasciato solo dopo la sua morte. Da lì la motivazione e la passione di continuare il suo percorso con la valorizzazione culturale. Quello di oggi è un punto di arrivo per me. A 25 anni dalla sua morte, questa mostra curata da Ponti, che si era già occupato di quella dell’82, è stato un modo per fare il punto sulla pittura di Spaziani, sul suo punto di vista artistico. Credo che lo studio molto accurato di Ponti e l’ampiezza di questa mostra dica veramente l’ultima parola su quella che è stata la grande opera di mio padre”.

Le opere di Corrado Spaziani resteranno in esposizione fino a domenica 5 febbraio e all’interno del Cerp è possibile anche acquistare il catalogo dei lavori dell’artista.

“Questa mostra – ha conclusola Porzi- è una buona occasione per riflettere sul recente passato, su stati d’animo, esperienze ed emozioni raccontate e inserite nei borghi protagonisti delle pitture. Quello di Spaziani, infatti, è un lavoro di ricerca delle emozioni, quelle che hanno contraddistinto l’opera dell’artista nel suo periodo storico, quelle che ritornano anche oggi e che ad ognuno di noi possono rivelare qualcosa. Abbiamo voluto fortemente questo omaggio ad un artista umbro al quale ci sentiamo legati e al quale vogliamo manifestare il nostro tributo”.

Sempre al Cerp il 14 gennaio si terrà una “conversazione sull’arte a Terni nel Novecento”, animata da Mino Valeri e Paolo Cicchini e curata dall’Associazione culturale “La Postierla”.

 

Note su Corrado Spaziani
Corrado Spaziani (1921-1986) è stato uno degli artisti provenienti dall’Umbra fra più conosciuti in Europa, e la cui opera, visionaria ed espressionista, ha suscitato all’estero soprattutto un’ entusiasta letteratura. Studi di agronomia alle spalle e carriera impiegatizia per vivere il quotidiano, Spaziani comincia a dipingere nel secondo quinquennio degli anni Quaranta. Nel contempo affronta la natura morta, con esiti di rara poesia, e si avvicina a frequentare i pittori della cosiddetta Scuola Ternana , agguerrita compagine di pittori di vaglia e a frequentare l’ambiente stimolante de “La Soffitta”, cenacolo cui faceva capo un importante premio artistico. L’incontro alla metà dei Sessanta con il filosofo e islamista Gabriele Mandel lo tempra per una pittura più ispirata e consapevole dei propri mezzi espressivi e gli apre le porte di Parigi, che dipingerà, con Venezia, in una serie di eccellenti e spesso strepitosi dipinti. Spaziani raccoglie giudizi puntuali e bellissimi dell’Accademico di Francia Marcel Brion, del grande poeta Alfonso Gatto, di Robert Vrinat, di Max G. Bollag e di altri numerosi autorevoli critici. La mostra antologico-retrospettiva di Perugia, articolata per temi (paesaggio, natura morta, figure, animali), curata da Antonio Carlo Ponti, si avvale di una monografia che compendia 150 opere e apparati definitivi. La mostra ha il patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia che la ospita, dei Comuni di Perugia , di Bevagna e di Castel Ritaldi e dell’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia di cui Spaziani era accademico di merito dal 1976.