UIL FPL UMBRIA PER LA RIORGANIZZAZIONE DELL’AZIENDA OSPEDALIERA DI PERUGIA

Da sinistra Marco Cotone, Giuliano Bettelli, Maurizio Molinari

57_12 Tutti i numeri sul personale del Santa Maria della Misericordia in un incontro sindacale - Il segretario regionale Cotone: “È tempo che la direzione affronti questioni non più rinviabili”

(Avi News) – Perugia, 3 feb. – Ricoveri impropri, carenza nella dotazione organica, forte incidenza del personale a tempo determinato. E, di conseguenza, sovraffollamento della struttura e precarietà degli operatori. Questi i temi affrontati, venerdì 3 febbraio, durante l’incontro, promosso dalla Uil Fpl (federazioni poteri locali) Umbria, per fare il punto sulle problematiche del personale in servizio al Santa Maria della Misericordia di Perugia. A parlare alla platea della sala riunioni del polo ospedaliero, nella quale sedevano anche alcuni dei 36 candidati alle prossime elezioni delle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu), e a riportare i dati relativi al personale in servizio, Marco Cotone e Maurizio Molinari, segretari Uil Fpl rispettivamente per la regione Umbria e per la provincia di Perugia, e Giuliano Bettelli, attuale presidente Rsu dell’Azienda ospedaliera del capoluogo di regione.

Negli obiettivi finali, individuati dalla Uil Fpl, ci sono la risoluzione della precarietà, a partire da una ridiscussione della contrattazione, e il potenziamento dell’assistenza sanitaria a livello territoriale, attraverso una riorganizzazione di programmazione regionale.

Sono 800 i medici e 1.300 gli infermieri, con un rapporto che molto differisce da quello ottimale di uno a sette, stimato per realtà sanitarie equiparabili a quella di Perugia per dimensioni e complessità. L’incidenza del personale sul bilancio, poi, pari il 51 per cento, è la più bassa rispetto a quella di tutte le altre strutture del genere in Umbria, come riferito dal rapporto annuale emanato dall’Azienda, mentre la quota di contratti a tempo determinato interessa l’11 per cento degli operatori in servizio. Inquadramento, questo, che riguarda oggi 153 infermieri su 900, 60 operatori sociosanitari su 200, 7 tecnici radiologi su circa 80, 8 ostetriche su circa 30, 20 tecnici di laboratorio su circa80 inservizio.

“Quella del personale sul bilancio, pari al 51 per cento, – ha spiegato Marco Cotone – è un’incidenza, parametrata alle aziende con la stessa mission, molto bassa. Un dato che deriva dal blocco dei contratti, fermi al 31 dicembre 2010. Vorremmo, pertanto, riaprire un confronto con l’azienda ospedaliera, per definire una riorganizzazione delle attività assistenziali, migliorare la produttività e liberare risorse da destinare ad un tipo di contrattazione che assicuri il futuro dei nostri lavoratori”.

È pari al 23,7 per cento, infine, il numero dei ricoveri che hanno interessato pazienti ultraottantenni. “Degenze ospedaliere – ha spiegato Bettelli – ‘improprie’, che potrebbero cioè essere evitate con la destinazione di queste tipologie di pazienti in strutture dedicate. Una diversa organizzazione dell’assistenza territoriale dovrebbe, infatti, destinare il Santa Maria della Misericordia a interventi di alta e altissima specialità. È necessario evidenziare  la congestione di alcuni servizi e di alcune attività dell’ospedale legate, appunto, al fatto che, anche per l’assetto complessivo del sistema sanitario regionale, non è stato possibile fino ad oggi rispettare pienamente la mission di questa azienda. Auspichiamo che, anche attraverso delle scelte di politica sanitaria regionale che tengano conto della possibilità di utilizzare strutture alternative, questo obiettivo si possa raggiungere al più presto e l’ospedale di Perugia possa diventare punto di riferimento anche per le utenze extraregionali”.