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  by  Published: martedì 27 novembre 2018 09:55:52

Bartoccini Gioiellerie Perugia, Fabio Bovari dà i numeri alla sua squadra

Per le magliette nere gli obiettivi sempre più ambiziosi

  • Fabio Bovari
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  • Fabio Bovari
(Avi News) – Perugia, 27 nov. – Grande soddisfazione, ma rimanendo con i piedi per terra. È questa l’atmosfera che si respira in casa Bartoccini Volley. La sconfitta in casa del Sassuolo di domenica scorsa, mentre le perugine riposavano, ha di fatto decretato ufficialmente il primo posto in classifica nel Girone B, al termine del girone di andata. Primo posto che proietta automaticamente le ragazze di Fabio Bovari ai quarti di finale di Coppa Italia, con gara unica il 13 gennaio 2019 da giocarsi al PalaBarton contro la vincente della sfida tra il Martignacco e il Cus Torino. Incontriamo coach Bovari in una pausa degli allenamenti in un palazzetto che è diventata la sua seconda casa, ed inevitabilmente si parla degli inizi della sua ‘carriera’. “Ho iniziato all’età di 12 anni – racconta Fabio Bovari – quando per la prima volta ho abbracciato, alla scuola media, questo splendido sport; un professore lungimirante, per il quale avevo delle mani ‘interessanti’ mi mise a giocare con i ragazzi della terza media. E da lì è nata questa passione”.
Sono tanti gli anni che ti vendono coach cardine della Bartoccini Volley
“Sì. Tra B1, B2 e A2 sono 9 anni. Tanti momenti esaltanti vissuti in questa società, in particolare i tre anni di B1 nei quali siamo sempre stati ai vertici della classifica. Grandi ricordi per le finali che abbiamo fatto a Caserta e Agrigento, e un rammarico per un tie-break perso – ed eravamo in vantaggio 14-9 – che ci ha impedito di giocare la finale per l’accesso alla serie A2”.
Veniamo a oggi. La squadra è cambiata per i nove/dodicesimi. Come valuti questi primi mesi di lavoro?
“Beh… direi molto buoni. L’approccio non è mai facile. Questo era un gruppo eterogeneo. Le ragazze venivano da storie e modi di allenarsi diversi. Di conseguenza, inizialmente, devi capire come adattare il tuo metodo alle loro caratteristiche, e poi cercare di capire cosa fare per amalgamare la squadra per dargli un senso tecnico-tattico che sia utile al singolo giocatore, ma che poi contribuisca allo sviluppo del gioco del gruppo”.
È terminato il girone di andata con la Bartoccini Volley al primo posto della classifica. Te lo aspettavi?
“C’è da fare una premessa. Io ho anche l’incarico di Direttore sportivo e la squadra è stata individuata da me e dai miei collaboratori, per cui mi aspettavo di fare bene. Ma se mi avessero detto che sarei arrivato primo al termine della prima fase del girone di andata, beh… avrei detto…. Sì… magari… (ride ndr)”.
Veniamo a una pagella dei fondamentali di squadra. Partiamo dalla battuta.
“Direi 6. Attualmente la nostra è una battuta abbastanza ficcante, ma non altrettanto efficiente. C’è un livello di errore ancora troppo alto”.
Ricezione
“Qui darei un 7 e mezzo. Abbiamo un buon reparto di ricevitori, tra libero e laterali. Possiamo, e dobbiamo, fare ancora meglio. Ci sono buoni margini di miglioramento”.
Alzate e schemi di squadra
“Qui c’è una regista che in questo momento, a mio avviso, distribuisce il gioco in maniera esemplare. Voto 9, per dire che anche qui ci sono margini per migliorare”.
Attacco, sia da prima che seconda linea
“Anche qui un 9 pieno. È possibile migliorare ancora, ma sono reparti che funzionano molto bene. Non si arriva in alto in classifica senza avere nei vari reparti, nella tecnica e nella tattica, delle ottime prestazioni. Non sarebbe possibile”.
Muro
“Beh… qui abbiamo un buon margine di miglioramento. Andiamo su un 6 e mezzo con l’obiettivo di arrivare a un 9 pieno”
Difesa
“Stravalida, 9 pieno, con la possibilità di migliorare. Però sono molto soddisfatto della nostra difesa”.
In conclusione: dove vuole arrivare la Bartoccini Volley?
“Sicuramente ad avere un voto con lode. Questo è l’obiettivo. Non ci si può accontentare di quello che siamo anche se ora siamo già in alto. Dobbiamo cercare sempre di migliorarci per arrivare a qualche cosa di più alto. Questo è lo sport, ma anche il mondo lavorativo. Non bisogna mai accontentarsi ma mirare a obiettivi sempre più ambiziosi”.
 
 


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