ECONOMIA
  by  Published: lunedì 18 novembre 2019 17:10:13

Bioeconomia, presentato il progetto ‘Forte’ sulla filiera a oleaginose

All’Umbriafiere per ‘Fa’ la cosa giusta’ l’iniziativa guidata dal Consorzio agrario Umbria. Sperimentata la coltivazione del cartamo, specie adatta a sistemi di aridocoltura

  • Presentazione risultati Forte 1
  • Presentazione risultati Forte 2
  • Presentazione risultati Forte 3
(AVInews) – Perugia, 18 nov. – Forte, ‘Filera a oleaginose a recupero totale’, è il titolo del progetto sulla filiera della bioeconomia, realizzato sotto la guida del Consorzio agrario dell’Umbria nell’ambito del Psr Umbria misura 16.1, i cui primi risultati sono stati presentati a ‘Fa’ la cosa giusta’ all’interno di uno spazio espositivo nato dalla collaborazione del Gruppo operativo Forte e il partner Novamont. I momenti di analisi e riflessione durante la fiera, affrontati da Consorzio agrario dell’Umbria, Università degli studi di Perugia, aziende agricole partner e Novamont, si sono incentrati sul tema ‘La filiera agricola da chimica verde’.

Al primo incontro specifico su ‘Nuove colture da valorizzare nel territorio’ sono intervenuti Francesco Martella in rappresentanza del Consorzio agrario dell’Umbria, Michela Farneselli dell’Università di Perugia, Anna Ciancolini di Novamont e Gabriele Austeri dell’omonima azienda. Il tutto coordinato da Pietro Buzzini dell’Università di Perugia. In particolare, la specie coltivata in Umbria per la filiera della chimica verde è stata il cartamo, una oleaginosa da aridocoltura che può essere coltivata in terreni marginali e che offre svariate possibilità di utilizzo, quale l’estrazione di oli funzionali a processi di bioraffineria nonché valorizzazione dei prodotti proteici per alimentazione animale.

“I progetti di innovazione nell’ambito del Psr – ha spiegato Francesco Martella, consulente organizzativo del Consorzio agrario – sono una straordinaria occasione per le aziende agricole di innovare i processi produttivi e le filiere colturali in ottica di sostenibilità economico-ambientale. Sperimentare in Umbria specie adatte a sistemi di aridocoltura ci consente di anticipare gli effetti dei cambiamenti climatici valutando l’adattabilità di nuove colture nei nostri ecosistemi. Come Consorzio agrario siamo impegnati in diversi progetti di trasferimento d’innovazione, il nostro obiettivo e cercare di accompagnare le imprese verso nuove prospettive”.

Altro specifico tema affrontato è stato relativo a ‘La valorizzazione dei prodotti proteici per alimentazione animale’ e sono intervenuti Massimo Trabalza dell’Università di Perugia, Massimo Manni, allevatore della Fattoria Manni, e Michele Falce di Novamont. La filiera dell’alimentazione animale in cui partecipa anche il mangimificio Mignini spa, è stata seguita sempre dall’Università di Perugia e in fiera i lavori sono stati coordinati dalla biotecnologa Carla Emiliani sempre dell’Università.


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