ECONOMIA
  by  Published: lunedì 27 febbraio 2017 13:53:18

Gestione del verde, florovivaisti di Confagricoltura: abusivismo ci danneggia

 Fenomeno preoccupante secondo la sezione florovivaistica che chiede vigilanza. Secondo dati forniti, con concorrenza illegale c’è stato un calo del 25-30% del fatturato

  • Florovivaisti di Confagricoltura
    contro abusivismo

(Avi News) – Perugia, 27 feb. – Abusivismo nella gestione del verde. È questo il fenomeno preoccupante che la sezione di prodotto regionale florovivaistica di Confagricoltura Umbria ha messo in evidenza nel corso di un incontro organizzato lunedì 27 febbraio nella sede della Confederazione a Ponte San Giovanni di Perugia.

Il compito. “Secondo il codice Ateco – ha spiegato Mariagrazia Maccherani, presidente della sezione – noi siamo responsabili della cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole), quindi dovremmo tutelarlo. Noi, aziende vere e proprie, ci atteniamo scrupolosamente a tutte le normative riguardanti la sicurezza, la tutela del lavoro e dei lavoratori, il rispetto per l’ambiente, la formazione e l’aggiornamento professionale. Ma chi tutela noi da una sempre più forte presenza di abusivismo in questo comparto? Come fa l’operatore abusivo, reinventatosi giardiniere ma senza preparazione, a prendersi cura del paesaggio e come facciamo noi ad arginare il fenomeno dilagante”?

Il fenomeno. “L’abusivo, in quanto tale – continua Maccherani – non esiste come soggetto giuridico, vive nell’ombra, lavora in nero e non tutela nessuno. Ignora, volutamente, tutte le leggi e i regolamenti ma soprattutto ignora il mestiere, quindi improvvisa, e arreca danno”.
La presidente ha ricordato che sono oltre 200 le imprese che in Umbria, a vario titolo, operano per la tutela del verde e del paesaggio dando lavoro a circa mille addetti. L’abusivismo e il lavoro nero, dunque, sono una problematica molto sentita dagli operatori della categoria.

I numeri. “Da un’attenta ricognizione nel settore – ha dichiarato Maccherani –, si registra un calo medio del 25-30 per cento nel fatturato e gran parte di questo è stato inglobato dal lavoro nero e dall’abusivismo con gravi perdite per l’erario, perdite di posti di lavoro regolari e crescente rischio per la sicurezza delle persone nei luoghi di lavoro. Tutti i giorni le nostre imprese sono costrette a subire la ‘concorrenza illegale’ da parte di soggetti che si inventano giardinieri. Di fronte a questa realtà la categoria di settore esprime tutto il suo legittimo disappunto. Chiediamo a gran voce che gli Enti preposti si attivino attuando azioni di controllo e verifica di quegli operatori che agiscono nell’ombra eludendo ogni normativa, per ripristinare la legalità in questo settore”.

La richiesta. “Occorre – ha concluso Maccherani – che ci si attivi in tutte le maniere per tutelare e difendere un settore fortemente esposto a questo mercato privo di regole e al contempo intensificare una campagna di promozione e sensibilizzazione al fine di far comprendere che la qualità e la sicurezza hanno un prezzo minimo non più trattabile”.
 
 

 

 

 



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