CULTURA
  by  Published: mercoledì 3 maggio 2017 14:55:34

‘Il mio cammino passa per Citerna’ la nuova personale di Natino Chirico

Legame personale e spirituale tra la cittadina e l’artista che espone nuovi lavori. Quaranta opere nella sala “Gli ammassi” del borgo umbro dal 6 maggio al 18 giugno

  • Il mio cammino passa per Citerna
    la mostra di Natino Chirico
  • da sx, Natino Chirico, Donatella Porzi e Giuliana Falaschi (2)
(AVInews) – Perugia, 3 mag. – Una personale che “è qualcosa di più”, che porta con sé un sentimento profondo oltre che una continua ricerca artistica e umana. E a ospitarla non poteva che essere Citerna, luogo a cui prima l’uomo e poi il pittore Natino Chirico è profondamente legato perché ha lasciato un segno nella sua crescita spirituale, personale e professionale. Sarà proprio il rinnovato spazio espositivo della sala ‘Gli ammassi’ del palazzo comunale, su invito della stessa amministrazione, a ospitare da sabato 6 maggio a domenica 18 giugno, la mostra ‘Il mio cammino passa per Citerna, percorsi dell’arte e dell’anima’ che è stata presentata mercoledì 3 maggio a Perugia. Insieme all’artista erano presenti Giuliana Falaschi, sindaco di Citerna, e Donatella Porzi, presidente del Consiglio regionale dell’Umbria.  
L'esposizione. La mostra ospita circa 40 opere della produzione dell’artista internazionale, reggino d’origine ma che si divide ormai tra Roma e Perugia ed espone anche all’estero, ed è dedicata a madre Ildegarde Sutto, abbadessa del monastero di Citerna per oltre 40 anni, zia acquisita di Chirico e punto di riferimento nella sua maturazione spirituale e artistica.

Chirico e Citerna. “La mia crescita interiore – ha spiegato Chirico – passa per Citerna. Quando mi è stato chiesto se volevo fare questa personale non ho avuto esitazioni. È un’esperienza che mi dà occasione di guardarmi dentro ma che nasce soprattutto da un profondo senso di gratitudine verso mia zia, una donna a cui devo molto. Dedico questa mostra a lei e a chi ha voglia di crescere come me. In questa esposizione si trovano novità nell’immagine con grandi figure geometriche e pittoriche. Citerna è il primo testimone della nuova strada che ho intenzione di sviluppare a fondo. Già si intravede qualcosa di legato a vitalità, positività e coraggio e che identifico nell’opera di due metri per due in cui raffiguro un uovo che simboleggia la vita”.

Le opere. Accanto a soggetti già cari alla pittura di Chirico, come personaggi del cinema e, più recentemente, animali e città moderne, tra le nuove opere dell’artista, che fa un uso personalissimo di colori e materiali e mantiene in equilibrio pittura e scultura, si ritrovano le figure geometriche come il cerchio o la sfera e le forme del violino o della croce.

Il tuffo. Icona della mostra la figura del tuffatore che ritorna spesso nei lavori del pittore a dimostrazione di questa sua tensione nel guardare oltre con coraggio. “Chirico – ha commentato Bartolomeo Sorge, cittadino onorario di Citerna, sul catalogo dell’esposizione – è un tuffatore nato. La sintesi tra arte e spiritualità è avvenuta grazie a Citerna dove si acuì in lui la capacità di capire il mondo e la vita dell’uomo, con i suoi sogni e drammi, di gustare la bellezza e la luce dei colori, di tradurre in linguaggio visivo eccezionalmente espressivo le paure e le speranza del nostro tempo”.

Le istituzioni. “Siamo felici – ha dichiarato Falaschi – di ospitare questa mostra. Il legame tra Chirico e Citerna si è rafforzato nel corso degli anni. L’artista ha anche donato due sue opere al nostro Nuovo cinema teatro Smeraldo di Pistrino che raffigurano Eduardo De Filippo. Personalmente, ho un legame particolare anche con il tuffatore, opera che amo molto per il suo significato simbolico. Trovo che sia felice l’abbinamento delle opere di Chirico con il contesto di Citerna in cui passato e presente, natura e spiritualità creano una sintesi unica”. “Un artista – ha concluso Porzi – che conosco da tempo di cui apprezzo l’arte e il modo di esprimersi, mescolare i colori, disegnare, rappresentare e regalarci tante emozioni. Il percorso con l’Umbria prende le mosse tanti anni fa passando per diversi centri Perugia, Spello, Spoleto, Montefalco e oggi approda a Citerna.  Il tuffo è metafora della vita, segno e gesto di coraggio che appartiene a ciascuno di noi nelle nostre esperienze che vuole essere un segno di speranza e positività che Natino riesce ad esprimere in tutte le sue opere”.
 
Carla Adamo
 


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