ECONOMIA
  by  Published: giovedì 11 febbraio 2021 14:54:05

Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp a fianco dei navigator umbri: devono proseguire il lavoro iniziato

Spiegati anche i motivi per i quali il contratto di questi professionisti dovrebbe essere rinnovato - Sono 29 i lavoratori del settore in Umbria, 9mila i percettori di Rdc convocati e 3600 presi in carico

 

  • Conferenza navigator sigle sindacali
(AVInews) – Perugia, 11 feb. – Ribadire la necessità di continuità occupazionale dei navigator, di cui 29 impiegati in Umbria, e illustrare i motivi per i quali il contratto di questa figura professionale, in scadenza il 30 aprile 2021, dovrebbe essere rinnovato. Sono i motivi che hanno portato le organizzazioni sindacali umbre di Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp a indire una videoconferenza, che si è svolta giovedì 11 febbraio, dopo la revoca della mobilitazione a sostegno delle ragioni di questi lavoratori che si sarebbe dovuta tenere anche in Umbria, come è avvenuto nel resto d’Italia martedì 9 febbraio, e annullata a causa dell’aggravarsi della situazione legata alla pandemia di Covid 19. All’incontro hanno partecipato i navigator dell’Umbria e i segretari regionali di Nidil Cgil Umbria Vanda Scarpelli, Felsa Cisl Umbria Rocco Ricciarelli, Uiltemp Umbria Roberta Giovannini.

È stato “prezioso il lavoro svolto dai navigator umbri” secondo i sindacalisti “professionalità e profili di alto livello da non disperdere”. Per questo le sigle sindacali chiedono ad Anpal (Agenzia nazionale politiche attive lavoro) di prorogare il contratto fino alla fine del 2022 e sollecitano “ancora una volta un’interlocuzione con la Regione Umbria per definire le modalità con cui valorizzare la professionalità acquisita da questi lavoratori dentro al percorso di rafforzamento dei Centri per l’impiego”. “Abbiamo chiesto da tempo alla Regione di essere ricevuti – commentano Scarpelli, Ricciarelli e Giovannini – ma non abbiamo ricevuto risposta, il silenzio è assordante”. A livello nazionale e al nuovo governo la richiesta è di un coinvolgimento di questi professionisti in un nuovo disegno di politiche attive del lavoro. Con la figura dei navigator, hanno sottolineato Scarpelli, Ricciarelli e Giovannini “da un lato, per la prima volta, le imprese hanno degli interlocutori istituzionali che offrono intermediazione e servizi gratuiti, dall’altro, i disoccupati hanno persone che li aiutano a riavvicinarsi al mondo del lavoro”. Dall’esperienza riportata dagli stessi navigator e ribadita dai sindacalisti durante l’incontro, spesso questi professionisti hanno avviato e accompagnato  in  un  percorso  di  ricerca  attiva  “gli  ultimi  del  mercato  del  lavoro,  coloro  che  non  sono appetibili per le agenzie di lavoro private, i disoccupati di lungo corso che hanno perso il lavoro durante la crisi dei mercati finanziari di una decina di anni fa, i lavoratori meno qualificati e, quindi, più esposti alle ‘intemperie’ del mercato, quelli con una bassa scolarizzazione, senza competenze digitali, senza autoveicolo di proprietà o patente”. Come è stato spiegato durante l’incontro, affiancare queste persone ha significato anche ridare loro fiducia, mettere a fuoco le loro competenze e, dove necessario, implementarle.

Per quel che riguarda i numeri dell’attività svolta in Umbria, “i navigator, in cooperazione con i lavoratori di Arpal – hanno spiegato Scarpelli, Ricciarelli e Giovannini –, hanno convocato 9mila beneficiari, di cui oltre 3.600 presi in carico, tra gli oltre 15mila percettori di Reddito di cittadinanza loro assegnati. I beneficiari di Rdc sono peraltro in aumento e gli operatori dei Centri per l’impiego da soli non sarebbero sufficienti a gestirli. Da novembre 2020 hanno condotto anche un importante attività di ‘scouting delle opportunità occupazionali’ e cioè di ricerca, attraverso contatti personali con le aziende, dei possibili sbocchi lavorativi per i percettori del Rdc, che li ha portati a interpellare più di 700 aziende del territorio”. “I navigator – hanno concluso i segretari delle sigle sindacali – sono professionisti selezionati e formati con un grande investimento a carico dello Stato e hanno già maturato una significativa esperienza di lavoro nel settore. Sono figure che non lavorano solo sui beneficiari del Rdc, ma su tutta la platea di disoccupati dei Centri per l’impiego, un ruolo che potrebbe essere potenziato soprattutto in vista della fine del blocco dei licenziamenti”.


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