ECONOMIA
  by Rossana Furfaro Published: venerdì 8 maggio 2026 11:48:24

Appalti, pressing di Cgil Umbria sulla Regione per introdurre una normativa

Stimati in Umbria circa 40mila lavoratori in appalto o subappalto. Stefania Cardinali: “Bene legge regionale su appalti di assistenza persone ma serve norma su appalti ad alta intensità di mano d’opera”

(AVInews) – Perugia, 8 mag. – “Attendiamo una convocazione da parte della Regione Umbria per illustrarci l’eventuale legge per normare gli appalti pubblici e stipulare i protocolli necessari. Al contempo, auspichiamo che ciò stimoli anche i Comuni umbri, a partire dai due capoluoghi, a redigere dei protocolli sugli appalti di loro competenza”. È quanto ha affermato la segretaria regionale di Cgil Umbria, Stefania Cardinali, in occasione del seminario sul tema degli appalti pubblici e privati e del relativo Codice in vigora dal 1° gennaio 2025, che la stessa organizzazione sindacale ha organizzato a Perugia martedì 5 maggio. Presente anche Alessandro Genovesi, responsabile appalti e contrattazione inclusiva della Cgil Nazionale, che ha fornito dati in materia, da cui è emerso che in Umbria sono stimati oltre 40 mila lavoratori in appalto e sub appalto. “Nel solo 2025 – ha specificato Cardinali – in Umbria gli appalti hanno cubato circa 1,6 miliardi di euro ed è qui che si annida il lavoro sottopagato, sfruttato e anche più pericoloso, dove avvengono la maggior parte degli infortuni, anche mortali”. La stessa Cardinali ha sottolineato l’importanza della legge regionale umbra del 2 febbraio 2024 sugli appalti dei servizi assistenziali alla persona e welfare che ha permesso di normare il lavoro di circa 9mila persone che prestano assistenza alle persone fragili, riconoscendo loro il giusto inquadramento contrattuale e professionale e garantendo la clausola sociale rinforzata in caso di cambio di appalto.

“Malgrado questo sia un risultato importante – ha però specificato Cardinali – non esiste un’altra legge regionale né un solo protocollo comunale in tutta l’Umbria che normi gli appalti di servizi ad alta intensità di mano d’opera. Da tempo chiediamo alla Regione di normare i rimanenti appalti pubblici. Siamo stati auditi nei mesi scorsi in una riunione delle commissioni competenti. Le nostre richieste sono chiare: rafforzamento dell’Osservatorio appalti pubblici regionale; protocolli con le parti sociali in merito alla giusta applicazione contrattuale, prevedendo anche una griglia di attività dell’appalto; individuazione del contratto da indicare nei bandi, che garantisca livelli salariali minimi, promuova clausole sociali rinforzate, aumenti la responsabilità in solido dei committenti in caso di inadempimenti dell’affidatario. Non meno importante sarà prevedere la verifica dell’appalto nel tempo affinché vengano mantenuti lo standard e i vincoli con il quale l’appalto è stato assegnato”.

In questa occasione, è stata anche annunciata una proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti pubblici e privati che la Cgil lancerà in tutto il territorio nazionale il 15 maggio. La proposta di legge, che riguarda sia gli appalti pubblici che quelli fra privati, che oggi hanno meno tutele, rimarca la necessità che chi lavora in appalto debba avere gli stessi diritti di chi lavora con il committente, comprese le partite Iva e gli autonomi. “La nostra proposta – ha spiegato Genovesi – chiede di rinforzare la responsabilità solidale del committente su salute e sicurezza e la responsabilità in solido per applicazione contrattuale sbagliata o sotto inquadramenti in caso di appalto illecito, l’assunzione immediata alle dipendenze dell’appaltatore e, in caso di una pubblica amministrazione, si propone un risarcimento di 24 mensilità. Si richiedono più limiti alla catena dei sub appalti sino a vietarli in settori o territori più a rischio di infiltrazioni del malaffare e, per finire, nelle aziende con più di quindici dipendenti devono essere previsti momenti informativi tra azienda e sindacati sulle attività che si intendono appaltare”.

Nicola Torrini


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