Aeroporti, Filt Cgil Umbria: rischio paralisi anche per il ‘San Francesco’, l’appello a Sase
“Profonda preoccupazione” del sindacato di fronte a emergenza carburante e crisi economica del settore - Il segretario generale Ciro Zeno: “Da mesi non abbiamo rapporti diretti, vogliamo sapere quali contromisure sta mettendo in campo il gestore”
(AVInews) – Perugia, 8 apr. – “Il sistema aeroportuale italiano sta scivolando in una crisi senza precedenti. La carenza di carburante avio, che sta già costringendo diversi scali nazionali a limitare i voli o a richiedere alle compagnie pratiche di tankering, rischia di colpire duramente anche l’Umbria”. La Filt Cgil Umbria, attraverso il segretario generale Ciro Zeno, esprime “profonda preoccupazione” per la tenuta dell’Aeroporto internazionale dell’Umbria ‘San Francesco d’Assisi’ e sottolinea che “mancano risposte da mesi” da parte di Sase.
“Non possiamo restare a guardare – ha dichiarato Zeno – mentre il principale scalo della regione rischia il blackout operativo. Siamo a conoscenza del fatto che molti aeroporti nel Paese stanno chiudendo le piste ai voli che non arrivano già riforniti. In questo scenario di crisi economica ed energetica globale, il silenzio della governance di Sase è inaccettabile. Da mesi non abbiamo rapporti diretti con il gestore e la mancanza di trasparenza è diventata un pericolo per lo scalo e per i suoi lavoratori”. “La crisi dei carburanti non è solo un problema logistico – ha precisato Zeno – ma una minaccia fattiva alla sopravvivenza economica dello scalo umbro. Vogliamo sapere quali contromisure sta mettendo in campo il gestore”. “Esistono scorte strategiche? Ci sono accordi con i fornitori per garantire la continuità dei voli nelle prossime settimane? Chiediamo di conoscere le strategie – ha proseguito Zeno – per rispondere a questo pericolo, poiché un aeroporto fermo significa un’Umbria isolata e posti di lavoro a rischio”.
“L’aeroporto non è un ente privato ma un’infrastruttura pubblica essenziale – ha concluso Zeno – un patrimonio della collettività. Se la dirigenza di Sase non è in grado di gestire questa emergenza o di comunicare alle parti sociali le soluzioni individuate, deve assumersene la responsabilità davanti alla Regione e ai cittadini. In assenza di una convocazione immediata e di un piano industriale capace di fronteggiare l’emergenza carburante e la crisi economica del settore, attiveremo ogni forma di pressione necessaria a tutela del sito aeroportuale e dell’occupazione”.