Bando acque minerali, sindacati: “Bene garanzie occupazionali e premi per investimenti”
Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil ed Rsu Sangemini Ami in merito all’approvazione delle linee guida da parte della Regione Umbria. “Diciamo no a scindere le concessioni. Chiediamo rispetto per i lavoratori”
(AVInews) – San Gemini, 10 mar. – “Apprendiamo con soddisfazione che molte di quelle che sono state le nostre richieste di garanzia occupazionale oggi vengano trascritte nella delibera della Giunta regionale”. È quanto fanno sapere le organizzazioni sindacali Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil e la Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) della Sangemini Ami in merito all’approvazione delle linee guida da parte della Regione Umbria per la gara pubblica per il rilascio delle concessioni delle acque minerali del bacino Sangemini. Concessioni sulle quali le organizzazioni sindacali hanno “da sempre richiesto in tutte le interlocuzioni che si potessero dare garanzia in merito alla tenuta occupazionale dei lavoratori e che si potesse dare un indirizzo chiaro per un sviluppo industriale degli stabilimenti dei siti umbri”.
“Nella prossima procedura di evidenzia pubblica – spiegano Flai, Fai, Uila ed Rsu – si garantisce stabilità occupazionale ed eventuali premialità per chi abbia progetti che incrementino l’occupazione stessa. Oltre alla stabilità occupazionale di qualità nel tempo, la nostra posizione in merito allo sviluppo industriale è stata sempre chiara: è necessario investire nel rilancio dei marchi storici Sangemini, Grazia, Fabia, Aura e Amerino e tornare a produrre per un mercato di alto livello, con il rilancio del canale horeca, con bottiglie di vetro e investendo in una linea nuova. Anche questo è un punto che oggi troviamo nella delibera”.
“Noi non abbiamo altri interessi – precisano i sindacati – ma pensiamo che un’eventuale scissione delle concessioni potrebbe aprire a scenari che noi non condividiamo, appunto, per la garanzia degli attuali posti di lavoro. Chiediamo maggiore rispetto per i lavoratori della Sangemini/Amerino. Chi ha seguito la vertenza dal 2013 a oggi, sa benissimo di cosa parliamo. Siamo disponibili come sempre a un confronto costruttivo e a cercare di costruire percorsi virtuosi per il territorio e l’occupazione, ma non a mettere a rischio posti di lavoro per diatribe politiche che non ci appartengono”.