(AVInews) – Perugia, 8 mag. – La Camera del lavoro e l’Anpi provinciali di Perugia hanno condannato “fermamente” l’iniziativa del Comitato Remigrazione che si è svolta a Perugia il 7 maggio: “Le organizzazioni coinvolte in tali proposte – affermano le due organizzazioni – manifestano posizioni razziste e xenofobe, quando non dichiaratamente apologetiche del fascismo. Perugia, città che affonda le sue radici nella lotta partigiana e nei valori dell'antifascismo, rifiuta con forza queste posizioni che rappresentano uno sfregio a un territorio che ha sempre messo al centro la difesa della democrazia e l'inclusione sociale”.
“È estremamente grave – sostengono ancora Cgil e Anpi – la diffusione delle idee propugnate dal cosiddetto Comitato Remigrazione. Il concetto di ‘remigrazione’ (ovvero riportare le persone straniere nei loro paesi di provenienza) e il richiamo al ‘primato dell’italianità’ non sono altro che mezzi per riproporre ideologie basate sulla superiorità razziale. Si tratta, nei fatti, di un modo per parlare di deportazione con una proposta di legge che riporta inevitabilmente il pensiero alle pagine più oscure e vergognose della storia del nostro Paese”.
“È motivo di profonda preoccupazione che tali tesi, inaccettabili e dannose – ribadiscono Cgil e Anpi –, possano trovare sponda in forze e culture che sono addirittura al governo. Questi movimenti da sempre speculano vergognosamente sulle paure riguardo al tema dell’immigrazione. Al contrario, riteniamo che l’immigrazione sia un tema che vada regolato e migliorato, a partire dal superamento della legge Bossi-Fini che crea essa stessa spazi di illegalità. La vera democrazia non deve avere paura della diversità, ma deve nutrirsi di conoscenza e confronto, rifiutando ogni idea autoritaria che punta all’omologazione. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e sui principi della Costituzione, che tutti, cittadini e istituzioni, sono chiamati a rispettare”.
Cgil e Anpi di Perugia chiedono alle forze di centro-destra, che abbiano responsabilità di governo a tutti i livelli, locale e nazionale, di “dissociarsi apertamente da questo tipo di iniziative e ideologie basate sull’odio razziale”.