(AVInews) – Perugia, 12 giu. – “Esprimiamo profonda incredulità e preoccupazione per la decisione, comunicata dal presidente uscente, dottor Amedeo Bianco, alle famiglie degli ospiti della Sezione Convitto del Collegio della Sapienza di Perugia dell’Onaosi, tutti minorenni, relativa alla soppressione della sezione del Convitto a decorrere dalla conclusione dell’anno scolastico 2025-2026”. Ad affermarlo sono i sette membri del Comitato di indirizzo della Fondazione Onaosi, nonché componenti dell’associazione Caduceo-ex allievi Onaosi, Marina Onorato, Vittorio Scalercio, Vincenzo Murgolo, Carmine Mellone, Cosimo Gambardella, Giovanni Luca, Valeria D’Alessandro. “La comunicazione è stata data personalmente dal presidente Bianco, alle famiglie, il 5 giugno scorso – spiegano – e riguarda la permanenza nel Convitto dei minori, alcuni dei quali in condizioni di particolare fragilità familiare e sociale”.
“Tale servizio rappresenta uno degli strumenti più qualificanti della missione storica della Fondazione – proseguono i rappresentanti della Caduceo –. Rileviamo con rammarico che una decisione, di tale rilevanza strategica, sociale e istituzionale non è stata preventivamente sottoposta alla discussione e alla valutazione degli organi di governance competenti, né risulta essere stata oggetto di un percorso partecipato che consentisse un’adeguata valutazione delle conseguenze sui minori assistiti e sulle loro famiglie. Particolare perplessità suscita il fatto che tale iniziativa sia stata assunta a poche settimane dal rinnovo degli organi della Fondazione, determinando effetti potenzialmente irreversibili su un servizio che costituisce una componente identitaria dell’Onaosi fin dalla sua istituzione. Possiamo definirla, con assoluta certezza, la vera mission dell’Onaosi che viene azzerata con una decisione inaccettabile nella forma e nella sostanza”.
“L’Onaosi ha infatti la potenzialità economica ed organizzativa – spiegano dalla Caduceo –, oltre che la indiscussa esperienza altamente qualificata, per assicurare ai minorenni, seppur poco numerosi ma molto impegnativi sul fronte educativo, e agli universitari un percorso formativo ed un supporto personale che permetta la crescita e la maturazione dei ragazzi che vengono ad essa affidati. Pertanto tale decisione non trova alcuna giustificazione oggettiva e tantomeno a favore degli interessati. Gli stessi genitori, infatti, nella lettera inviata al presidente ed ai membri del Cda e Cdi, esprimono forte preoccupazione per una decisione che interromperebbe bruscamente il ‘cammino’ che i ragazzi hanno intrapreso, con ottimi risultati, durante questi anni di permanenza nel Convitto. I genitori non si sentono affatto tutelati dalle ‘soluzioni alternative individuali su misura’, seppur con il contributo economico e sociale dell’Ente, proposte dal presidente durante la riunione che annunciava loro la chiusura imminente del Convitto”.
“Il criterio della ridotta numerosità degli ospiti – ritengono i rappresentanti della Caduceo – non può, da solo, giustificare la soppressione di un presidio educativo e assistenziale destinato a minori in condizioni di bisogno. Al contrario, la limitata presenza dei ragazzi, negli ultimi anni, è indubbiamente anche riconducibile alla carenza di adeguata attività di informazione e promozione, da parte dell’Onaosi, alle famiglie dei sanitari contribuenti e potenzialmente beneficiari”. Gli esponenti della Caduceo ex allievi Onaosi chiedono pertanto “l’immediata sospensione di ogni procedura finalizzata alla chiusura della Sezione Convitto; la convocazione urgente degli organi statutari competenti per una discussione trasparente della questione; la presentazione di una relazione tecnica, economica e sociale che motivi la decisione assunta; l’elaborazione di un piano di rilancio e valorizzazione del servizio convittuale, comprensivo di specifiche attività di comunicazione e orientamento rivolte alle famiglie dei sanitari”.
“La tutela dei minori assistiti e il rispetto della missione istituzionale della Fondazione – sottolineano gli esponenti della Caduceo – devono rappresentare il criterio guida di ogni scelta organizzativa. Decisioni di questa portata non possono essere adottate senza un adeguato coinvolgimento degli organi di indirizzo e senza una preventiva valutazione dell’interesse superiore dei beneficiari. Ci impegneremo affinché siano garantiti trasparenza amministrativa, rispetto delle procedure statutarie, piena tutela dei diritti dei minori affidati alle cure della Fondazione”.