-
Federazione agronomi Umbria convegno Droni in agricoltura (1)
-
Federazione agronomi Umbria convegno Droni in agricoltura (5)
-
Federazione agronomi Umbria convegno Droni in agricoltura (3)
(AVInews) – Bastia Umbra, 1 apr. – Un rilancio della figura dell’agronomo come professionista qualificato in grado di affiancare le imprese agricole nell’affrontare i nuovi scenari che si aprono, tra l’altro, all’utilizzo dei droni in agricoltura, soprattutto dopo la legge 182 (Decreto Semplificazioni) del 2025. Con questo obiettivo la Federazione regionale Ordini dei dottori agronomi e dottori forestali (Fodaf) dell’Umbria ha promosso durante Agriumbria un incontro dal titolo ‘Droni in agricoltura: nuove competenze e opportunità professionali’. Al workshop, moderato da Francesco Martella, segretario dell’Ordine degli agronomi di Perugia, hanno partecipato Luca Mocci e Francesco Longari, presidente e vicepresidente di Fodaf Umbria, Marco Vizzari, docente del Dipartimento DSA3 dell’Università degli Studi di Perugia, Mara Bodesmo per il Servizio fitosanitario della Regione Umbria, e Lorenzo Iuliano del Servizio tecnico FederUnacoma. A portare la loro testimonianza sull’uso dei droni in agricoltura anche alcuni dottori agronomi e aziende che fanno esperienza sul campo.
“La Fodaf dell’Umbria – ha commentato Mocci – vuole portare il suo contributo, che da anni manca, a questa manifestazione diventata un punto di riferimento per l’agricoltura del centro sud Italia. È un rilancio della nostra presenza e della nostra attività come agronomi a supporto del mondo agricolo per l’introduzione delle tecnologie innovative che oggi rappresentano il vero sviluppo dell’agricoltura chiamata a sfide strategiche come basso impatto ambientale e l’ottimizzazione dei fattori della produzione. Gli agronomi si inseriscono a pieno titolo nell’ambito tecnico scientifico per migliorare le performance delle imprese agricole e sviluppare le conoscenze e le competenze dei professionisti”. “Questo – ha aggiunto Martella – è anche un momento formativo importante ed è l’inizio di un percorso rispetto a nuove competenze che riguardano le tecnologie in agricoltura. Per questo stiamo lavorando a un protocollo d’intesa con FederUnacoma, la Federazione dei costruttori di macchine e attrezzature per l’agricoltura, finalizzato a proporre momenti di formazione sulle nuove tecnologie, siamo convinti che l’agronomo può essere la cinghia di trasmissione ideale per la traduzione e l’immissione nelle aziende agricole delle nuove tecnologie”. “Viviamo in una fase assolutamente interessante per l’agricoltura – ha commentato il professor Vizzari – proprio relativamente ai droni che, fino ad adesso, sono stati impiegati per il rilievo delle superfici agricole e per obiettivi diagnostici, per capire come la coltura si sviluppa dal punto di vista delle rese previste. Con la svolta del decreto di dicembre, i droni potranno essere impiegati in via sperimentale per la distribuzione dei fitofarmaci e questo apre prospettive interessanti perché sono mezzi che, a differenza di aerei ed elicotteri, riescono a distribuire in maniera estremamente precisa i prodotti. Questo può fare la differenza in termini di risparmio idrico, tutela dell’ambiente e nell’utilizzo di prodotti stessi. Una grande sfida per gli agricoltori, ma anche per l’ordine professionale degli agronomi”. “Il professionista agronomo – ha concluso Longari – deve ripensarsi e diventare esperto digitale. A livello nazionale c’è una discussione sulla riforma delle professioni nella quale noi come dottori agronomi e forestali stiamo cercando di incidere per inserire nuovi scenari professionali: questo, anche alla luce dei cambiamenti climatici, diventerà fondamentale”.
Carla Adamo