ECONOMIA
  by Rossana Furfaro Published: venerdì 20 marzo 2026 11:21:12

Fisac Cgil Umbria, “Desertificazione Bancaria, andare oltre per legalità e sviluppo, occorre coinvolgere tutti gli attori interessati”

Riunito tavolo regionale con sindacati di categoria, Anci e Assessorato sviluppo economico - “Necessaria una valutazione prospettiva e coinvolgimento di istituzioni e istituti bancari medio piccoli che svolgano un ruolo di supplenza”

(AVInews) – Perugia, 20 mar. – Nella giornata di mercoledì 18 marzo, convocato dalla segreteria dell’assessore regionale Francesco De Rebotti, si è tenuto nella sede della Regione Umbria un importante incontro  con i segretari regionali delle organizzazioni sindacali di credito e assicurazioni. Un’iniziativa condivisa dal governo regionale dopo quasi un decennio di richieste di istituire un tavolo sul credito da parte delle organizzazioni sindacali.

Al tavolo hanno partecipato i rappresentanti delle sigle sindacali del settore credito First Cisl, Uilca, Fisac Cgil e Fabi, mentre per la parte istituzionale, sono intervenuti Andrea Cernicchi in rappresentanza dell’Assessorato regionale allo sviluppo economico, Adriano Bei, direttore generale del Settore sviluppo economico, e Silvio Ranieri, segretario generale di Anci Umbria.

Il confronto segue numerose e diffuse iniziative già intraprese dai sindacati promotori, per il contrasto alla chiusura di numerosi sportelli bancari sul territorio regionale. Al centro dell’incontro la proposta di un protocollo d’intesa finalizzato a governare e concorrere a risolvere gli effetti negativi della chiusura degli sportelli, il cosiddetto fenomeno della desertificazione bancaria.

A proposito, il segretario regionale di Fisac Cgil Umbria Giampaolo Ragni, dopo i saluti di rito, ha espresso favore per la possibilità di approfondire il tema specificando di voler andare “oltre la semplice osservazione dei dati quantitativo/statistici del fenomeno delle chiusure degli sportelli, ma di poter contribuire, quali ‘analisti delle correlazioni’ dei fenomeni finanziaro-economici sociali, avanzando proposte di soluzioni che coinvolgano tutti gli attori interessati alle ricadute di tali effetti”. “Il fenomeno, strettamente quantitativo della desertificazione bancaria – ha infatti rilevato Ragni – è un argomento ormai obsoleto e che attiene principalmente a scelte di politiche industriali, purtroppo, legittimamente poste in essere, in particolare dai grandi gruppi bancari salvo si possa opporre questa latitanza delle banche alla luce di quanto previsto dal dettato costituzionale. È di ogni evidenza, come documentato nello studio da noi prodotto, che la contrazione degli operatori finanziari nel territorio impatti direttamente sullo sviluppo del tessuto economico e sociale territoriale comportando di fatto un ostacolo alle politiche di sviluppo e disattivando il potenziale delle misure di rilancio, oltre ad assorbire risorse che, viceversa, sarebbero destinabili allo sviluppo”.

Alla luce di ciò, Fisac Cgil ritiene che il protocollo d’intesa in discussione debba “allargare il suo orizzonte d’azione in termini di prospettiva, cioè in maniera sincrona rispetto ai piani industriali degli operatori del settore, che siano gruppi bancari, ma anche altri soggetti economici”. “Se non opportunamente governati, con il giusto anticipo – sottolinea Ragni –, i contenuti dei piani industriali dei grandi gruppi bancari rischiano di produrre una logica estrattiva dal territorio anziché potenzialmente produttiva”. “È perciò indispensabile – afferma il segretario della Fisac Cgil Umbria – una valutazione prospettiva che coinvolga, istituzioni, loro emanazioni (Sviluppumbria e Gepafin), soggetti economici e tessuto sociale e territoriale in ottica di creazione di valore che si persegue con sviluppo e legalità. Oltre a quanto già considerato dal protocollo, è quindi necessaria un’efficace interazione con altri soggetti del mondo finanziario ed economico, in primis a partire dagli istituti bancari medio piccoli che per previsioni indicazioni statutarie o per vocazione territoriale possono esercitare un ruolo di supplenza perfettamente consonante con il taglio dimensionale delle imprese del nostro territorio”.  “Inoltre – conclude Ragni –, è opportuno facilitare tale ruolo suppletivo con un dialogo tra il sistema finanziario e le associazioni di categoria del mondo produttivo, chiamando al tavolo anche le fondazioni di origina bancaria, il cui ruolo filantropico, pur importante, può assumere una funzione di raccordo tra i vari soggetti e concorrere alla sempre più fondamentale necessità di diffusione di una cultura economico/finanziaria che sia al servizio dello sviluppo economico e sociale e per una diffusa cultura della legalità e della partecipazione”.


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