(AVInews) – Foligno, 29 apr. – “La Zes Unica rappresenta un’opportunità strategica unica per favorire lo sviluppo delle nostre imprese e dei nostri territori, ma la sua disciplina è caratterizzata da un elevato livello di complessità tecnica, derivante dall’intreccio tra normativa interna, disciplina attuativa, regole procedurali dell’Agenzia delle entrate e principi dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato. Per questo il ruolo dei professionisti, e in particolare dei commercialisti, sarà essenziale per raggiungere i risultati che tutti auspichiamo”. Prende vita da questa constatazione di Enrico Guarducci, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della provincia di Perugia (Odcec), l’iniziativa pubblica di analisi e approfondimento sulle opportunità e sugli strumenti della Zona economica speciale Unica, che si è svolta all’Auditorium San Domenico di Foligno mercoledì 29 aprile. Un incontro, organizzato dallo stesso ordine professionale, in collaborazione con Confindustria Umbria e con il patrocinio del Comune di Foligno e della Regione Umbria, durante il quale sono intervenuti anche professionisti delle regioni in cui tale misura è già attiva da tempo, che hanno portato la loro esperienza e le loro conoscenze in materia a supporto dei colleghi umbri.
Tra le relazioni, infatti, anche quella di Stefano Ducceschi, console onorario di Germania in Italia e vicepresidente della Commissione Zes dell’Odcec Napoli, e Cristina Gagliardi, presidente della Commissione Zes dell’Odcec Napoli. I lavori si sono invece aperti con i saluti dello stesso Enrico Guarducci, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Perugia, di Paolo Bazzica, presidente della sezione territoriale Foligno di Confindustria Umbria, Stefano Zuccarini, sindaco di Foligno, e Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria.
“La Zes – ha spiegato Guarducci – prevede un’importante semplificazione burocratica amministrativa e incentivi fiscali per la realizzazione di nuovi insediamenti o ampliamenti produttivi già esistenti funzionando così, tra l’altro, da volano per l’attrazione di investimenti esteri nel territorio. Questo anche grazie a un sistema autorizzativo degli investimenti maggiormente efficiente, coordinato e digitalizzato: l’autorizzazione unica Zes che consente rapidità dei procedimenti e certezza dei tempi decisionali”.
Altra leva della Zes è il credito d’imposta: “non un beneficio di automatica spettanza – ha sottolineato Guarducci –, ma un’agevolazione la cui corretta fruizione presuppone una verifica progressiva e coordinata di tutti i suoi elementi costitutivi. Tra i requisiti fondamentali per l’accesso alle agevolazioni, resta centrale la corretta certificazione delle spese sostenute, che garantisce che gli investimenti rispettino i criteri previsti, risultino ammissibili e siano conformi alla normativa vigente. Per il revisore chiamato a rilasciare la certificazione l’attività di attestazione costituisce non un adempimento formale, ma un presidio tecnico di affidabilità dell’intera operazione”.
“In tale contesto – ha concluso Guarducci – il ruolo del professionista assume carattere centrale già nella fase genetica dell’operazione. L’assistenza al beneficiario non si esaurisce nella compilazione della comunicazione o nella mera ricostruzione documentale della spesa, ma richiede un’attività preventiva di analisi e di governo del rischio, volta a verificare la tenuta complessiva del progetto sotto il profilo fiscale, contabile, amministrativo e agevolativo”.
“La Zes – ha commentato Proietti – è uno degli strumenti che ci permette di guardare a questo momento congiunturale con coraggio, rispetto a due aspetti: il primo è la semplificazione normativa, il secondo è quello di poter intercettare finanziamenti o sgravi fiscali. Oggi siamo proprio ‘a casa’ dei dottori commercialisti, i consulenti deputati a indirizzare le imprese, ma anche e i lavoratori e le partite IVA verso queste soluzioni, a non perdere nessuna di queste importanti risorse. Come Umbria, vogliamo essere la regione che primeggia e che ne spende di più”.
Nicola Torrini