Intimidazioni assistenti sociali, da Fp Cgil Umbria ferma condanna: “Subito un tavolo a tutela dei lavoratori”
Dopo i gravi fatti avvenuti in Umbria, Abruzzo e Toscana, il sindacato chiede all’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) di intervenire per un’azione di tutela collettiva della categoria
(AVInews) – Perugia, 16 apr. – “Condanniamo con fermezza gli atti di vandalismo perpetrati ai danni degli assistenti sociali, lavoratori e lavoratrici di diversi comuni, avvenuti anche nel nostro territorio. Alimentare ostilità nei confronti dei servizi sociali, negare risorse e diffondere informazioni false o distorte contribuisce ad aggravare la tensione sociale, esponendo gli assistenti sociali, che operano per mandato istituzionale, a situazioni sempre più critiche nel rapporto con persone già in condizioni di forte disagio”. Queste le parole della segretaria generale della Fp (Funzione pubblica) Cgil Umbria, Desiree Marchetti, alla luce delle ultime intimidazioni nei confronti degli assistenti sociali in Toscana, Abruzzo e Umbria.
“È necessaria un’attenzione particolare proprio in quei settori in cui il lavoro intercetta i problemi e i disagi sociali – dichiara Marchetti –, in grado di proteggere i lavoratori che vi operano. Per questo solleciteremo anche l’Anci a farsi parte attiva nell’aprire un tavolo dedicato al fine di ottimizzare un’azione di tutela collettiva per la categoria. I fatti hanno dimostrato l’urgenza di definire azioni concrete nel merito”.
“Gli assistenti sociali – sottolinea Marchetti – svolgono una professione fondamentale nei territori in cui operano, attraverso la presa in carico delle sempre maggiori debolezze che sono purtroppo espressione di questa nostra società. Il quadro che emerge è quello di una deriva preoccupante, segnata da un clima crescente di sfiducia e da una spirale pericolosa alimentata da semplificazioni e narrazioni fuorvianti. Diventa quindi prioritario ricostruire un rapporto di fiducia nei confronti dei servizi sociali. Si tratta di una responsabilità collettiva che richiede un impegno concreto per restituire centralità al valore del servizio pubblico e riconoscere il ruolo, il coraggio e la competenza di chi ogni giorno opera a tutela delle persone più fragili”.
“Non possiamo accettare – conclude Marchetti – diffamazioni e attacchi verso una categoria di lavoratori e lavoratrici che attraverso la loro opera quotidiana provano a dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini”.