Legge regionale rider, soddisfazione Nidil Cgil: “Primo passo per costruire nuovi diritti nell’economia digitale”
Marconi e Silvestrini: “Finalmente anche in Umbria si certifica l’esistenza dei lavoratori delle piattaforme digitali di consegna di cibo. Ora realizzare il dispositivo previsto dalla nuova legge”
(AVInews) – Perugia, 6 mar. – “Finalmente anche in Umbria si certifica l’esistenza dei lavoratori delle piattaforme digitali di consegna di cibo. Dopo anni di richieste, proposte e denunce pubbliche finalmente si arriva a un primo atto che sancisce il riconoscimento di questi lavoratori. Auspichiamo che questa prima cornice normativa possa dare il via a una serie di buone pratiche, accordi, interventi successivi atti a garantire i diritti fondamentali di questi lavoratori, sia in tema di salute e sicurezza che di condizioni di vita e di lavoro. Il caporalato, anche se digitale e non si presenta nelle forme classiche a cui eravamo abituati, va riconosciuto e combattuto come tale”. È quanto dichiara Andrea Marconi del Nidil Cgil Perugia, la categoria della Cgil che rappresenta i lavoratori atipici e autonomi, dopo che l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato, con 11 voti favorevoli e 6 astenuti, l’atto numero 59 bis, la legge regionale contenente disposizioni a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori digitali. Una norma che prevede l’istituzione di un albo regionale delle piattaforme che operano in Umbria, nonché un albo dei lavoratori, con adesione volontaria e gratuita.
“Da anni – ricorda Marconi – chiedevamo l’approvazione di una normativa regionale che riconoscesse l’esistenza di questo importante settore del mondo del lavoro, troppo spesso invisibile e dimenticato, oggi alla ribalta della cronaca per le inchieste della procura di Milano sulle principali aziende di food delivery, operanti anche in Umbria. Inchieste che hanno accertato paghe sotto la soglia di povertà e diffusi fenomeni di caporalato digitale, come denunciato dal Nidil, che dimostrano l’importanza di avere una magistratura indipendente e autonoma, capace di intervenire nei confronti di colossi internazionale a tutela dei lavoratori più fragili. Autonomia e indipendenza che vanno difese già a partire dal prossimo referendum costituzionale”.
Pur continuando a ritenere necessario un contratto nazionale realmente rappresentativo e tutelante, per il Nidil Cgil “anche le istituzioni locali possono nel frattempo fare molto in termini di supporto al riconoscimento dei diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori delle consegne di cibo a domicilio”.
“Il nostro auspicio – aggiunge Barbara Silvestrini del Nidil Cgil di Terni – è che da ora in avanti si agisca in un quadro armonizzato dalle norme regionali vigenti evitando fughe in avanti, come fatto dal Comune di Terni con la modifica al Regolamento di polizia urbana, che introduce l’obbligo per questi lavoratori di dotarsi di un tesserino identificativo, con un costo di 20 euro a loro carico, per effettuare le consegne a domicilio; provvedimento di pura propaganda che non va nella direzione della tutela e della sicurezza degli sfruttati, ma scarica su di loro le responsabilità e gli obblighi in capo alle piattaforme. Ora avanti con l’approvazione della Carta dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori digitali e la realizzazione del dispositivo previsto dalla nuova legge regionale”.
Nicola Torrini