SOCIETÀ
  by Rossana Furfaro Published: venerdì 12 giugno 2026 16:35:53

Nuovo Piano sociosanitario, anche la Camera del lavoro di Perugia sprona la Regione

Si è riunita l’assemblea della Cgil provinciale che ha elaborato un documento sul tema - “Non più rinviabile una fase più concreta del confronto, che risponda alle esigenze dei cittadini”

(AVInews) – Perugia, 12 giu. – Sanità ancora al centro dell’azione sindacale. L’assemblea generale della Cgil di Perugia, riunita giovedì 11 giugno alla presenza della presidente della Commissione per il programma fondamentale della Cgil, Serena Sorrentino, e della segretaria generale della Cgil Umbria, Rita Paggio, ha infatti elaborato e approvato all’unanimità un documento conclusivo incentrato proprio sui temi della sanità. Il testo, frutto anche della relazione del segretario generale Simone Pampanelli e dei numerosi interventi che si sono succeduti, si apre ricordando il percorso di confronto che la Cgil sta sviluppando da tempo in tutta l’Umbria sul nuovo Piano sociosanitario regionale. “A seguito delle numerose assemblee pubbliche svolte nel territorio della provincia di Perugia – vi è scritto –, riteniamo non più rinviabile l’avvio di una fase più concreta del confronto sul nuovo Piano sociosanitario, capace di fornire risposte alle molte aspettative espresse dai cittadini nel corso di questi incontri. Il nuovo piano, infatti, rappresenterà un banco di prova decisivo per il modello di regione che si intende costruire nei prossimi anni. Non è più sufficiente il dialogo, ma occorrono confronto strutturato e contrattazione sociale, a partire dal riconoscimento del ruolo del sindacato, che rappresenta insieme lavoratori, pensionati e utenti dei servizi. In tutti i territori devono essere valorizzate la contrattazione e la partecipazione, come strumenti sostanziali di costruzione delle politiche pubbliche”. Alla luce di ciò, l’assemblea generale della Camera del lavoro di Perugia entra nel dettaglio mettendo in evidenza le necessità emerse dalle iniziative sui territori, anche in considerazione della diminuzione della popolazione giovane e un aumento di quella anziana: “La scelta prioritaria deve essere quella di presidiare i territori e garantire risposte efficaci ai bisogni delle persone, senza lasciare indietro nessuno. Per tali ragioni la sanità territoriale deve essere significativamente rafforzata, così come va rafforzata e rilanciata la sanità pubblica regionale, superando logiche campanilistiche e localistiche che rischiano di indebolire il sistema nel suo complesso”.

“In questo quadro – prosegue l’elaborato della Cgil di Perugia – risulta centrale l’attivazione effettiva di tutte le Case della comunità previste in Umbria, affrontando contestualmente la cronica carenza di personale che rischia di trasformare tali strutture in servizi incapaci di svolgere pienamente la propria funzione. Pur nella consapevolezza della necessità di una riorganizzazione del sistema, riteniamo che l’ipotesi di una Asl unica regionale, così come emerge dall’attuale dibattito, non sia in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze e non contribuirebbe al rafforzamento dell’assistenza territoriale. Allo stesso modo, giudichiamo negativa l’ipotesi di riduzione dei distretti socio-sanitari”.

Per la Cgil di Perugia “le vere priorità devono essere rappresentate dal potenziamento dei servizi territoriali e dal rafforzamento delle due aziende ospedaliere di Perugia e Terni, chiamate a garantire le prestazioni di maggiore complessità e specializzazione. È inoltre necessario definire con maggiore chiarezza il ruolo dell’intera rete ospedaliera regionale, a partire dalla rete dei Dea (Dipartimenti di emergenza e accettazione) di primo livello, che deve assicurare una risposta qualificata alle patologie meno complesse e contribuire a una più efficace differenziazione delle funzioni rispetto alle due aziende ospedaliere”.

“L’Umbria, e con essa la provincia di Perugia – conclude il documento –, deve rappresentare un punto avanzato nella difesa e nel rilancio della sanità pubblica. La tutela del diritto alla salute costituisce infatti uno degli strumenti fondamentali per rendere concreti i principi di cittadinanza, uguaglianza e democrazia sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana”.


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