(AVInews) – Perugia, 20 mag. – “L’Umbria è ed ha un cuore verde che batte. Vorremmo lanciare un forte messaggio di inclusione e integrazione attraverso lo sport, i cavalli e le carrozze”. Con queste parole Mirella Bianconi, presidente della Fise (Federazione italiana sport equestri) Umbria, ha riassunto lo spirito che muove la quinta edizione del tour ‘In carrozza da Spoleto ad Assisi: viaggio paradriving Umbria’, presentato a Perugia mercoledì 20 maggio e in programma dal 30 maggio al 2 giugno tra Spoleto, Montefalco, Foligno, Bevagna, Cannara e Assisi. Presenti anche Andrea Schulz, istruttrice di attacchi, tecnico per lo sport paradriving e responsabile di progetto, la professoressa Antonella Piccotti, referente regionale interventi assistiti con gli animali (Iaa) di Fise Umbria, il generale Domenico Ignozza, rappresentante dei delegati provinciali della Giunta nazionale del Coni, e Marcello Zucchetti, consigliere Fise Umbria e responsabile della Scuderia Valmarino a Taverne di Corciano, co-organizzatore dell’evento, promosso da Fise Umbria, gestito da volontari e la cui partecipazione è gratuita.
Sarà, dunque, un viaggio spirituale e culturale in carrozza, attraverso i luoghi legati alla vita di San Francesco d’Assisi, dedicato al paradriving e agli attacchi integrati, con carrozze guidate o attrezzate per accogliere persone con disabilità. L’evento si inserisce nell’anno giubilare francescano, ottavo centenario del transito del ‘Poverello’ di Assisi (1226-2026), portando un messaggio di pace, inclusione e attenzione verso i più fragili, valori che il Santo Patrono d'Italia ha lasciato in eredità. L’idea è permettere ai partecipanti di superare barriere fisiche e relazionali che troppo spesso ne limitano la vita sociale, grazie anche alla presenza e al supporto di tecnici specializzati e certificati da enti sportivi equestri nazionali, provenienti dall’Umbria e da diverse regioni d’Italia. Il ritmo lento del viaggio, inoltre, permetterà di apprezzare il paesaggio e ci sarà l’accoglienza dei frati francescani che introdurranno alla spiritualità dei luoghi attraversati.
Si parte sabato 30 maggio da Monteluco di Spoleto, con ritrovo alle 15 al convento eremo francescano e si arriva al centro ippico Spoleto country club alle 18; domenica 31 si riparte da Spoleto e si arriva a San Giacomo (alle 12), Cannaiola (alle 16) e Montefalco (alle 17.30), al centro ippico Le Lame horses sporting club, con possibilità di provare la guida della carrozza.
Il primo giugno si parte alle 9.30 in direzione Foligno, con arrivo in piazza della Repubblica previsto per le 10.30; da qui si riparte per raggiungere Bevagna (arrivo alle 12), sosta pranzo e poi tutti verso Piandarca (arrivo alle 16) e Cannara (alle 17) al Piandarca Horses. Infine, martedì 2 giugno, tappa a Rivotorto e San Damiano (arrivo alle 10), poi a Santa Maria degli Angeli, alle 11.30, dove ci sarà la visita alla Porziuncola. Il rientro al Piandarca horses è in programma alle 15.30 per il saluto finale.
A raccontare l’entusiasmo che si respira tra i partecipanti è stata Laura Paglicci Reattelli, paradriver ‘veterana’ dell’evento, che vanta partecipazioni a gare internazionali e a due campionati del mondo di Attacchi. “C’è un grande impegno da parte degli organizzatori – ha detto Paglicci – ma anche grande gioia, allegria ed emozione nel vedere come molti ragazzi con disabilità che riescono a inserirsi e vivere insieme lo stare sulla carrozza. Dal punto di vista agonistico, posso testimoniare che nessuno sport, forse, consente di competere alla pari con persone normodotate così come fa la disciplina degli attacchi, dove l’atleta paralimpico gareggia nelle stesse condizioni del normodotato. Nel mio caso, per esempio, ho delle redini con delle maniglie, quindi riesco a partecipare alle gare alla pari degli altri. L'inclusione è totale ed è bellissimo. Invito tutti quelli che sono appassionati di cavallo a provare a cimentarsi con la disciplina degli attacchi”.
“Dalla quinta edizione non mi aspetto la perfezione – ha aggiunto Bianconi – ma un viaggio fatto con tranquillità, dove si attraversano paesi, si parla con le persone e si aiutano quelle meno fortunate. Troppe volte si parla di integrazione ma poi non si fa nulla di concreto. Vorrei che ci fosse un’inclusione a 360 gradi, anche riguardo le strade, che spesso hanno barriere e non sono adatte a persone con disabilità, anche su questo vorremmo porre l’accento”.
“In Umbria lavoriamo tantissimo durante l’anno con ragazzi con disabilità – ha raccontato Piccotti –, avvalendoci di varie discipline sportive, dagli attacchi con le carrozze, alla sella fino al volteggio perché il nostro obiettivo è quello di far stare bene queste persone e migliorare la loro qualità di vita”.
“La disciplina sportiva degli attacchi – ha spiegato Schulz – si adatta particolarmente alla disabilità perché in carrozza c’è un team e la persona disabile è comunque affiancata da altre persone. Le prime volte magari con le doppie redini, poi vanno da soli, ma hanno sempre la sicurezza del team vicino e così piano piano cresce la passione e soprattutto cresce l’autostima perché riescono a fare ciò che non pensavano possibile”.
“Con questo evento – ha concluso Michelini – lanciamo un’idea di Umbria inclusiva, che utilizza anche lo sport proprio per attuare l'inclusione e per favorire l’accesso ai nostri luoghi della cultura e spirituali. Un’idea di Umbria che sposa perfettamente quello che immagina la nostra regione per tutta la comunità, attraverso le proprie azioni politiche”.
Rossana Furfaro