(AVInews) – Perugia, 19 mar. – Si è svolto giovedì 19 marzo, nella Sala dei Notari di Perugia, l’incontro pubblico Definitivamente Sì dedicato alle ragioni del ‘Sì’ in vista del referendum del 22 e 23 marzo. Un appuntamento aperto alla cittadinanza che ha registrato una significativa partecipazione e ha visto il contributo di importanti esponenti del mondo giuridico.
Ad aprire i lavori è stato l’avvocato Luca Gentili, presidente della Camera penale di Perugia ‘Fabio Dean, che ha dichiarato: “Siamo ormai giunti agli sgoccioli di questa campagna referendaria per la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti, che è oggetto di una battaglia che l’Unione camere penali italiane porta avanti da decenni. Nei primi incontri si ragionava sulle ragioni del sì e del no, ma mi sono subito reso conto che argomentare per il no era davvero difficoltoso. È stato quindi inevitabile per chi si oppone alla riforma procedere per slogan, distogliendo l’attenzione da quella che è una riforma di civiltà giuridica e ordinamentale della magistratura”. A moderare l’incontro l’avvocato Antonio D’Acunto, del Comitato per il Sì Riforma, che ha sottolineato: “Questo convegno non vuole essere un esercizio di formalismo giuridico. Essendo un’iniziativa aperta a tutta la cittadinanza, abbiamo voluto far comprendere alcune argomentazioni rilevanti per spiegare perché votare ‘Sì’. Lo abbiamo fatto senza tecnicismi, cercando di spiegare nella maniera più semplice possibile le ragioni della riforma, anche per sfatare le fake news diffuse da chi si oppone e che spesso non entra nel merito perché la riforma è naturale e necessaria”.
Il confronto si è articolato lungo tre direttrici principali: sul tema della separazione delle carriere è intervenuto Alessandro Cannevale, già Pubblico Ministero a Perugia e Procuratore della Repubblica di Urbino e di Spoleto, che ha affermato: “Questa riforma non indebolisce la magistratura e non aiuta i colpevoli a farla franca. Indebolisce, invece, a vantaggio non della politica ma di tutti i cittadini, comprese le vittime dei reati, il potere dei capi della magistratura organizzati per correnti, che in questi anni, cercando sostegni e alleanze nella politica e nei mezzi d’informazione, hanno di fatto introdotto una gerarchia fra i magistrati, in contrasto con l’articolo 107 della Costituzione. Capisco che i magistrati si sentano più protetti se rendono le loro decisioni avendo alle spalle il potere d’influenza della magistratura associata ma, secondo la Costituzione, devono renderle in nome del popolo italiano”.
Sul tema del sorteggio è intervenuto l’avvocato Pietro Gigliotti, referente per l‘Umbria del Comitato ‘Camere penali per il Sì’, che ha evidenziato: “Questa riforma rappresenta la conclusione di un processo riformatore avviato nel 1988, con il passaggio al sistema accusatorio, e proseguito nel 1999 con la modifica dell’articolo 111 della Costituzione, che ha sancito i principi del giusto processo prevedendo un giudice terzo. È una riforma di buon senso, realizzata nell’esclusivo interesse dei cittadini, che restituisce autorevolezza e credibilità alla magistratura, slegandola dal controllo delle correnti e dei partiti. È una riforma giusta e quindi, convintamente, votiamo Sì”.
Infine, l’avvocato Laura Modena, co responsabile dell’Osservatorio sull’Ordinamento Giudiziario dell’Unione camere penali italiane, ha dichiarato: “Abbiamo assistito a una campagna avvelenata nei toni e nei messaggi, ma il voto non deve essere una scelta di pancia. Il cittadino deve poter capire perché si separa, perché si sorteggia e perché serve un’Alta Corte disciplinare. Questa riforma serve per avere un giudice più forte, che ascolti il pubblico ministero con la stessa diffidenza con cui ascolta il difensore, che sia davvero equidistante: chi indaga non può abitare nella stessa casa di chi giudica. Occorre liberare i magistrati dall’influenza interna delle correnti, che hanno trasformato il Csm in un centro di potere, e garantire trasparenza ed equilibrio anche sul piano disciplinare. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto volto a rendere accessibili ai cittadini temi centrali per il funzionamento della giustizia e per il rafforzamento delle garanzie costituzionali. L’appuntamento è ora con il voto del 22 e 23 marzo.