(AVInews) – Terni, 12 feb. – “La grave carenza di personale, in particolare di ostetriche, rilevata nei consultori di Terni e Orvieto, nel territorio della Usl Umbria 2, mette a rischio la garanzia di un’offerta minima di servizi per la cittadinanza. Noi continueremo a batterci affinché tornino a essere il luogo privilegiato della presa in carico per tutti i bisogni di salute previsti dalla Legge che li ha istituiti, innovandone le pratiche e garantendo i lavoratori”. Così Andrea Pitoni, segretario generale Fp Cgil Terni.
“I consultori – prosegue Pitoni – hanno avuto e hanno un ruolo fondamentale di presidio pubblico di salute e diritti, ma oggi sono sotto attacco: i ripetuti tagli alla sanità pubblica ne hanno ridotto drasticamente il numero e il personale sanitario, sociosanitario e amministrativo che ci lavora. La Legge prevede un consultorio familiare ogni 20mila abitanti, ma oggi, in Italia, sono uno ogni 32mila (- 40%), la maggior parte dei quali non dispone di tutte le professionalità previste: psicologhe/i, ginecologhe/i, ostetriche, assistenti sociali, mediatrici e mediatori culturali. Per questo occorrono assunzioni mirate in modo da garantire équipe multidisciplinari, senza obiettori di coscienza, e permettere percorsi assistenziali e di presa in carico, anche con la presenza di psicologi, per tutto l’arco della vita; la piena applicazione della Legge 194 e delle Linee di indirizzo del Ministero della Salute sull’interruzione volontaria di gravidanza e Percorsi nascita per tutte le famiglie con neonati/e entro sette giorni dalla nascita e per almeno sei mesi”.
“Smantellare i consultori – conclude Pitoni – significa demolire luoghi e servizi pubblici per la salute sessuale e riproduttiva, per la prevenzione della violenza di genere, del disagio giovanile e familiare, per l’educazione all’affettività e alla sessualità, per la salute delle donne lungo tutta la vita. Pertanto, Fp Cgil Terni chiede alla Direzione generale aziendale di mettere in atto, con urgenza, tutte le procedure di reclutamento disponibili per permettere il reintegro del personale andato progressivamente in quiescenza in queste strategiche strutture sanitarie”.