CULTURA
  by Rossana Furfaro Published: venerdì 20 marzo 2026 14:28:38

La Cucina Italiana è patrimonio Unesco: Perugia celebra con una cena ecumenica straordinaria

  • AIC Perugia Unesco 19 marzo 2026 (4)
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(AVInews) – Perugia, 20 mar. – La Delegazione di Perugia dell’Accademia Italiana della Cucina ha celebrato insieme a tutte le Delegazioni dell’Accademia nel mondo la Cena Ecumenica Straordinaria indetta per festeggiare l’ingresso della cucina italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco.
Si tratta di un riconoscimento storico che certifica la cucina italiana non come semplice repertorio di ricette, ma come sistema culturale fondato sulla ricchezza delle tradizioni territoriali.
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La Cena Ecumenica Straordinaria
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La Delegazione di Perugia ha partecipato alla Cena Ecumenica Straordinaria indetta il 19 marzo 2026 dal Consiglio di Presidenza per celebrare il riconoscimento della cucina italiana quale Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco. L’evento si è svolto in simultanea in tutte le Delegazioni e Legazioni dell’Accademia nel mondo, comprese le otto Delegazioni umbre. La conviviale del 19 marzo si definisce “straordinaria” perché si è aggiunta all’appuntamento annuale consueto in ragione dell’eccezionalità del riconoscimento da onorare.
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Gli ospiti e gli interventi della serata
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Il Delegato Massimo Moscatelli ha aperto la serata illustrando il programma della conviviale e presentando gli ospiti al tavolo dei relatori: la sindaca Vittoria Ferdinandi, il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni e l’assessore con delega alle politiche del cibo David Grohmann.
A prendere per prima la parola è stata la sindaca: “Il nostro gusto si sta disabituando a quella che in Italia rappresenta la più grande ricchezza del nostro patrimonio enogastronomico: il legame con la verità dei sapori. Una verità che è espressione dei nostri territori e che va recuperata. Io credo che realtà importanti come la vostra siano proprio questo: custodi delle meravigliose varietà e verità dei sapori delle nostre terre”.
Il presidente Mencaroni ha introdotto il concetto di ‘Sense of Italy’, evoluzione del Made in Italy che va oltre il prodotto e include chi accoglie, chi vende, chi fa vivere l'esperienza del territorio: “Il Made in Italy pesa sull’economia nazionale per circa l’8%. Se consideriamo l’espansione al Sense of Italy arriviamo fino al 9,5%: un valore di diversi miliardi di euro che racchiude non solo i prodotti ma anche le esperienze a loro legate”.
L'assessore Grohmann ha illustrato l’opportunità di introdurre a Perugia la De.C.O. — Denominazione Comunale di Origine — un sistema che certifica il legame storico-culturale tra un prodotto e il suo territorio: “Altre città hanno intrapreso questa strada con successo. Si tratta di costruire percorsi credibili e seri, e per noi l’Accademia Italiana della Cucina rappresenta il partner ideale”.
Ha inoltre anticipato il progetto di costituire un’Azienda Agricola Comunale: “Non immagino tanto un’azienda che porti i suoi prodotti sul mercato per produrre valore economico diretto, quanto un luogo in cui costruire il concetto di cura del territorio”.
 
La serata è proseguita con l'illustrazione del menu a cura della simposiarca Laura Bruni Fiumicelli e del ristoratore Romano Cardinali: tagliatelle della casa al tartufo nero, torello alla Perugina e frittelle di San Giuseppe. L’accademica Marilena Moretti Badolato, membro del Centro Studi erritoriale Umbria, ha approfondito le caratteristiche e la storia del torello alla Perugina.
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L'impegno della Delegazione di Perugia per la tutela delle ricette identitarie
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La serata, svoltasi al ristorante Deco di Ponte San Giovanni, ha rappresentato anche l’occasione per richiamare l’attenzione sulle iniziative concrete realizzate dalla Delegazione nell’ambito della tutela del patrimonio gastronomico locale.
▪ Nel 2024 la Delegazione ha ottenuto che la Camera di Commercio dell’Umbria accettasse, per la prima volta nella sua storia, il deposito di una ricetta identitaria: quella del dolce pasquale Ciaramicola, codificata con atto notarile sottoscritto anche dall'allora sindaco Andrea Romizi.
▪ Nel 2025 la stessa procedura è stata seguita per il Torcolo di San Costanzo, con atto sottoscritto dalla sindaca Vittoria Ferdinandi e dall'arcivescovo mons. Ivan Maffeis.
▪ Sull’esempio di Perugia, anche Foligno ha depositato la ricetta della Rocciata.
In qualità di Coordinatore Territoriale per l'Umbria, il Delegato Moscatelli ha invitato tutte e otto le Delegazioni regionali a codificare e depositare almeno una ricetta tipica del proprio territorio.
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Un riconoscimento storico
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Nel dicembre 2025, a Nuova Delhi, l’Unesco ha iscritto nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità la candidatura “Italian cooking, between sustainability and biocultural diversity – La Cucina Italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale”: 21° elemento italiano nella Lista e primo riconoscimento al mondo per un’intera tradizione culinaria nazionale. Non si tratta di un riconoscimento per la sola ristorazione d’alta gamma, ma della cucina quotidiana delle case italiane, quella che l’Accademia studia, documenta e promuove da oltre settant’anni.
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Il ruolo dell’Accademia Italiana della Cucina
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L’Accademia Italiana della Cucina — presieduta da Paolo Petroni — è stata tra i tre soggetti promotori della candidatura, avviata nel 2023 insieme alla Fondazione Casa Artusi e alla rivista La Cucina Italiana. Il processo è stato coordinato dall'on. Gianmarco Mazzi, Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali.
Fondata a Milano nel 1953 da Orio Vergani, l'Accademia conta oggi 320 Delegazioni e Legazioni in 54 Paesi, con oltre 7.800 Accademici. In Umbria sono presenti otto Delegazioni: Assisi, Foligno, Gubbio, Orvieto, Perugia, Spoleto, Terni e Valli dell'Alto Tevere - Città di Castello.
 
 
 


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