(AVInews) – Milano, 11 feb. – È stato presentato e messo online in diretta durante la Borsa internazionale del turismo (Bit) di Milano, nella mattinata di mercoledì 11 febbraio, il nuovo portale web ‘Bike in Umbria’ (www.bikeinumbria.it), sviluppato dalla Regione Umbria per intercettare e venire incontro ai cicloturisti e a quel modello di turismo in enorme espansione che ha come principale motivazione di vacanza e di attività svolte l’andare in bicicletta. La seconda giornata di partecipazione dell’Umbria alla Bit in corso alla Fiera Milano di Rho ha infatti nuovamente ruotato intorno ai temi del turismo lento, dello sport e del benessere, con particolare focus sui cammini e le ciclovie. E proprio in quest’ultimo ambito si sono concentrate le principali novità, illustrate durante il panel intitolato ‘Numeri e prospettive del cicloturismo in Umbria’, presentato dal giornalista Pierluigi Pardo e che, all’interno del programma di eventi giornaliero, si è svolto all’interno dello stand organizzato e allestito da Sviluppumbria.
“L’Umbria – ha commentato l’assessore allo sport e al turismo, Simona Meloni, presente alla manifestazione – è particolarmente vocata al turismo lento e al cicloturismo, come ci dimostrano i dati, e su questo, perciò, stiamo lavorando e investendo con tanti progetti che abbiamo presentato in questi giorni alla Bit. Oltre a dar vita a un sito web specifico di cui c’era assoluta necessità, la giunta regionale ha voluto mettere a disposizione importanti risorse per alcune delle nostre principali ciclovie. Un’iniziativa che vede anche la fondamentale collaborazione del mondo dell’associazionismo per la loro manutenzione e per renderle tutto l’anno fruibili”. La stessa Meloni ha poi specificato gli investimenti programmati e la loro destinazione. “Circa un mese fa – ha fatto sapere Meloni – la Giunta ha presentato una delibera per mettere a disposizione quasi 8 milioni di euro per riqualificare e completare alcune infrastrutture ciclopedonali: l’anello ciclopedonale del lago Trasimeno, le ciclovie del lago di Piediluco edi Gubbio e la Sangemini-Terni. Su queste infrastrutture stiamo facendo importanti investimenti perché sono attrattori decisivi per il turismo bike internazionale che, come abbiamo visto dai numeri, guarda con grande attenzione alla nostra regione. Vogliamo aumentare anche la qualità dei servizi a esse legate poiché il turista slow è un turista alto spendente, che si trattiene più della media, ma che ha esigenza di servizi specifici. Stiamo quindi creando un modello di turismo sostenibile, anche dal punto di vista economico e sociale”.
Le analisi effettuate dalla Regione in relazione alla domanda digitale sul cicloturismo in Umbria, che hanno poi consentito di sviluppare il sito verticale bikeinumbria.it, sono state quindi illustrate da Sandra Placidi (Umbriatourism): innanzitutto la provenienza geografica, per cui gli utenti italiani interessati provengono principalmente da regioni limitrofe come Lazio e Toscana, mentre a livello europeo dai Paesi di lingua tedesca e dall’Olanda. “Oltre a questi due principali mercati – ha spiegato Placidi –, in Europa risalta il Regno Unito, mentre a livello extraeuropeo emergono mercati abbastanza originali, in particolare il Giappone. Ci sono poi, ovviamente, gli Stati Uniti d’America. Da segnalare, inoltre, un interesse costante durante tutto l’anno per questo tipo di turismo”. Nel sito, il cicloturista può trovare tutte le informazioni necessarie alla sua passione, dal calendario degli eventi ai i file Gpx e le tracce Gps dei percorsi, dai servizi a disposizione ai luoghi dove dormire. Oltre a creare il portale, la Regione ha anche sviluppato delle strategie specifiche per avere il massimo livello di indicizzazione e, novità, essere utilizzato dai sistemi di intelligenza artificiale.
Anche la Camera di commercio dell’Umbria, con il suo segretario generale Federico Sisti, ha fornito alcuni dati in merito, frutto di una ricerca appositamente commissionata, che mostrano l’impennata registrata dal cicloturismo dopo il 2023 e il forte impatto economico che ha questo in rapporto al turismo consueto. “Grazie a questa ricerca – ha affermato Sisti – abbiamo scoperto che i cicloturisti dell'Umbria sono contenti di tante cose ma ne chiedono anche tante altre. Queste criticità diventano il nostro piano di lavoro per il futuro, non solo come pubblico ma anche come privato. Perché il cicloturismo è uno di quei beni collettivi che va declinato in questa dimensione, a prescindere da chi organizza eventi e da chi ha le strutture. La nostra piccola Umbria sta lavorando su questo, in maniera molto coesa, e sono convinto che faremo un bel lavoro”. Per quanto riguarda il profilo del cicloturista in Umbria, oltre la metà ha un età compresa tra i 30 e 45 anni, l’84 per cento è professionalmente occupato, il 40 per cento viaggia in famiglia, il 29 per cento in coppia e il 26 per cento con amici; quasi il 52 per cento ha una situazione economica alta e medio-alta.
Durante la seconda giornata, mercoledì 11 febbraio, la Regione Umbria, oltre al panel sui numeri e le prospettive sul cicloturismo nella regione, ne ha anche proposti degli altri, in cui grande protagonismo hanno avuto anche i Comuni umbri con i loro rispettivi progetti: la presentazione delle iniziative di interesse nazionale dell’associazione I borghi più belli d’Italia in Umbria nel 2026, la presentazione del progetto Life Imagine, con particolare attenzione alle potenzialità turistiche dei siti Natura 2000 umbri, e i focus ‘Pedalare in Umbria sulle orme di san Francesco’, ‘Camminare in Umbria tra spiritualità ed esperienze’, ‘Turismo lento e attivo in Umbria: l’inclusività delle esperienze come obiettivo strategico’.
Nicola Torrini