Pasqua in officina: il cardinale Bassetti celebra la Santa Messa tra i lavoratori della Centralcar di Perugia e lancia un messaggio di speranza
Ettore Pedini (presidente Centralcar): “Un appuntamento a cui non potremmo rinunciare” - “Il lavoro è opera dell’uomo, ma prima ancora è opera di Dio”, e ricorda le sue esperienze a Piombino a fianco degli operai
(AVInews) – Perugia, 27 mar. – “Il lavoro è opera dell’uomo, ma prima ancora è opera di Dio, quindi è benedetto da Dio. Tutte le volte che mi viene chiesto di stare vicino e di testimoniare il mondo del lavoro io non manco, perché il primo grande operaio è stato Gesù, rimasto con suo padre per trent’anni nella bottega di Nazareth. Questo dice tanto sulla grandezza e la dignità del lavoro, perché il lavoro prima ancora di essere un fatto economico, necessario per mantenere le famiglie, è una missione che Dio ha affidato all’uomo e viene direttamente dal cuore di Dio”. Queste le parole del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo emerito di Perugia - Città della Pieve in occasione della visita all’azienda Centralcar di Perugia, venerdì 27 marzo. Una visita diventata consuetudine in avvicinamento alla Pasqua cristiana, per portare un messaggio di fede e speranza. Bassetti, accolto dal presidente della Centralcar Ettore Pedini, ha celebrato una santa messa a cui hanno partecipato anche i dipendenti.
“Questo appuntamento con la santa messa che precede la Pasqua – ha detto Pedini – è diventato importante, non potremmo rinunciarci. Tutta la nostra squadra, anche i più scettici, ha imparato la lezione di Pasqua, che nella resurrezione di Cristo ci può essere la resurrezione delle nostre coscienze. Basterebbe impegnarsi tutti. Noi nella Pasqua troviamo più unità che mai e vogliamo continuare così”.
Dopo la benedizione, il cardinale Bassetti ha ricordato i suoi primi contatti con il mondo operaio, quando era un educatore in seminario: “La prima esperienza fu a Piombino – ha raccontato –. Ero rettore ed educatore in seminario e arrivano una ventina di persone con fazzoletti rossi al collo. A quel tempo c’era il Partito Comunista. Mi dissero che avevano bisogno del mio aiuto perché le fabbriche di Piombino stavano entrando in crisi. Io mi offrii di aiutarli ma dissi anche di non coinvolgermi nei loro cortei perché non sarebbe servito né a me né a loro. Aggiunsi di stare certi che la mia voce da allora sarebbe stata sempre la voce della Chiesa sui problemi del mondo del lavoro. Ringrazio Dio che ha ribaltato la mia missione: da educatore dei seminari mi ha messo pastore di diocesi dove c’erano delle crisi lavorative”.
Il cardinale Bassetti ha poi esortato tutti a ‘essere più umani’ e a non perdere la speranza: “Soprattutto oggi c’è bisogno di umanizzazione – ha affermato – perché riscontro nelle persone, nelle famiglie, una solitudine tremenda e anche una paura a furia di sentire e leggere brutte notizie. La gente tema che possa esserci qualcosa che sconvolgerà il mondo e allora, se c’è un momento di annunciare la pace, la speranza e quello che è il progetto di Dio sull’umanità, è proprio questo, la Pasqua”.