Referendum costituzionale riforma della giustizia, anche a Perugia nasce il comitato per il No
Obiettivo, costituire subito comitati nelle città e nei territori della provincia
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costituzione Comitato per il no referendum magistratura 2
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costituzione Comitato per il no referendum magistratura
(AVInews) – Perugia, 16 gen. – A seguito dell’incontro che si è svolto giovedì 15 gennaio nella sala Conti nella sede della Cgil Umbria nel capoluogo umbro, anche a Perugia è nato il Comitato per il No al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, che aderisce al Comitato nazionale della società civile costituito a Roma il 10 gennaio e presieduto da Giovanni Bachelet.
Numerose associazioni rappresentative della società civile hanno deciso di dare vita al comitato perugino: Cgil, Anpi provincia di Perugia; Libera Umbria; Perugia per la Sanità Pubblica e la Pace; Umbria per la Sanità Pubblica; UmbriaLeft Aps; Partito Democratico provincia di Perugia; M5S provincia di Perugia; Sinistra Italiana Avs provincia di Perugia- Rifondazione Comunista provincia di Perugia; Udu; Altrascuola Rdsm Perugia; Unione degli Studenti Perugia; Link Perugia; associazione Porco Rosso; Arci provincia di Perugia; Legambiente Perugia; associazione Il coraggio della pace disarma; associazione Una regione per restare; Coordinamento per la democrazia costituzionale; associazione Compagno è il mondo. Durante la riunione è stato nominato coordinatore del Comitato per il no il professore Mauro Volpi, costituzionalista, già membro del Consiglio superiore della magistratura, e portavoce la dottoressa Alessandra Lecce. L’impegno, come spiegano i promotori “è quello di costituire da subito comitati nelle città e nei territori della provincia di Perugia”.
Il Comitato per il No al referendum costituzionale sulla giustizia, si affianca al Comitato ‘Giusto dire No’ costituito dalla Associazione nazionale Magistrati e al Comitato di quindici cittadini che hanno chiesto il referendum ottenendo in soli ventiquattro giorni il risultato straordinario del superamento delle 500mila firme necessarie.
Le ragioni del No alla controriforma della Magistratura sono varie e ricordate anche durante l’incontro che ha dato vita al Comitato perugino per il no. “La legge – spiegano i promotori – non affronta nessuno dei problemi della giustizia più sentiti dai cittadini, come la durata dei processi e l’efficienza degli uffici giudiziari; le garanzie del diritto alla difesa sarebbero compromesse dal distacco dai giudici dei pubblici ministeri, trasformati da magistrati in ‘avvocati della polizia’ il cui unico obiettivo sarebbe il rinvio a giudizio e la condanna degli imputati; lo smantellamento del governo autonomo posto a garanzia dell’indipendenza della Magistratura dai poteri politici, con la triplicazione del Consiglio superiore della Magistratura in un Csm per i giudici, uno per i pubblici ministeri e un’Alta Corte disciplinare. Questo, oltre a triplicare i costi, darebbe vita a organi divisi e privi di competenze comuni non più in grado di garantire una giustizia uguale per tutti e non ‘forte con i deboli e debole con i forti’, come quella che il governo sta portando avanti”. “I magistrati componenti dei tre organi – aggiungono ancora i promotori del Comitato per il no – non sarebbero eletti da tutti i magistrati, com’è attualmente, ma verrebbero sorteggiati, a fronte di membri politici estratti da una lista approvata dal Parlamento che potrebbe essere appannaggio della sola maggioranza; essi sarebbero quindi scelti per caso, non rappresentativi, irresponsabili nei confronti dell’intera Magistratura e dei cittadini ed esposti a condizionamenti della politica e di interessi privati; l’indebolimento della magistratura sarebbe solo il primo passo contro la Costituzione, verso lo squilibrio tra i poteri e il pregiudizio per i diritti fondamentali, al quale seguirebbero una legge elettorale antidemocratica, un Premierato con un capo del governo dominante plebiscitato dal popolo, l’accentuazione della differenziazione tra le Regioni a vantaggio di poche e a danno della grande maggioranza”.