Referendum Giustizia, anche a Terni si è costituito il comitato provinciale per il No
Nuova riunione il 20 gennaio per coinvolgere associazioni e forze politiche che intendono aderire
(AVInews) – Perugia, 13 gen. – Nel pomeriggio di lunedì 12 gennaio, a seguito di una riunione delle associazioni democratiche ternane, si è costituito ufficialmente il comitato provinciale referendario per il No al prossimo referendum di modifica costituzionale in tema di Giustizia. Il neonato comitato referendario provinciale di Terni ha innanzitutto espresso la necessità, in tempi rapidi, di costituire comitati di zona, comunali o intercomunali tra tutte le associazioni che sostengono il No al referendum. Il comitato invita quindi a firmare digitalmente al link www.firmereferendum.giustizia.it, entro il 30 gennaio, per poter far acquisire il diritto al comitato promotore della veste di soggetto che partecipa a pieno titolo alla campagna referendaria e può ricorrere alla Corte costituzionale come rappresentativo del popolo e quindi assimilabile a un potere dello Stato. Nel frattempo è già stata riconvocata per martedì 20 gennaio una riunione per invitare le associazioni e le forze politiche che intendono aderire “per rendere operativo il lavoro da svolgere territorialmente per far partecipare al voto cittadine e cittadini, farlo in modo consapevole a sostegno del No”.
“La data del voto, fissata per il 22 e 23 marzo – commentano dal comitato di Terni –, è un passaggio cruciale per difendere la Costituzione e la democrazia nel nostro paese, che da troppo tempo vengono messe in discussione con l’obiettivo di ridurre partecipazione e diritti delle persone. Come più volte affermato, ribadiamo che la Costituzione va applicata e non modificata e per queste ragioni, a partire dalla settimana prossima, entreremo nel vivo della campagna elettorale fornendo anche materiali esplicativi di quello che l’attuale governo vuole modificare e delle ripercussioni democratiche che questo avrà sulle cittadine e sui cittadini di questo Paese. Nel ricordare che il referendum è un referendum confermativo e non abrogativo, non avendo lo sbarramento del quorum, dobbiamo impegnarci affinché i No prevalgano per arrestare questa idea sbagliata di democrazia nel nostro Paese”.