Sciopero Stf Loterios di Fontignano: adesione altissima, la Regione incontrerà la proprietà
A causa dell’immobilismo della nuova gestione a rischio il blocco dello stabilimento nonostante le commesse non manchino. Oltre sessanta i lavoratori a rischio in un territorio già fortemente colpito dalla deindustrializzazione
(AVInews) – Perugia, 14 apr. – Nonostante la pioggia, martedì 14 aprile tanti lavoratori della Stf Loterios di Fontignano si sono ritrovati davanti ai cancelli dell’azienda per difendere il loro posto di lavoro, le loro professionalità e il futuro dello stabilimento stesso. L’adesione allo sciopero indetto dalle sigle sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil ha riscosso un’adesione praticamente totale tra gli oltre sessanta dipendenti di questa storica impresa metalmeccanica della Valnestore, operante nel settore energetico, oggi di proprietà di una filiale italiana di una finanziaria portoghese. Al presidio, insieme alle maestranze e ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, a portare vicinanza e sostegno alla lotta dei lavoratori sono intervenuti anche molti amministratori locali a partire dagli assessori regionali Francesco De Rebotti e Simona Meloni, quest’ultima legata anche per motivi familiari a questa impresa. Erano presenti inoltre il consigliere regionale Fabrizio Ricci, i consiglieri comunali di Perugia Lorenzo Falistocco e Niccolò Ragni e i sindaci di Panicale, Giulio Cherubini, e Piegaro, Roberto Ferricelli, con altri rappresentati delle due amministrazioni comunali.
In particolare, è stato De Rebotti ad aggiornare i presenti sugli sviluppi della vertenza su cui la Regione sta lavorando: “Abbiamo subito raccolto l’appello dei sindacati per cercare di individuare una prospettiva per questo polo produttivo. Questa è un’azienda che ha futuro. Abbiamo contattato la proprietà e la governance locale e ci è stata disponibilità per un’interlocuzione a inizio settimana prossima. In quest’occasione rivendicheremo con forza una prospettiva chiara, trasparente e duratura per questo stabilimento. Questa fabbrica opera per player importanti del settore, ha mercato e ha commesse, ha però bisogno di investimenti e di una gestione che sappia dare prospettive. Questo territorio ha già visto un forte depauperamento industriale e non può perdere un’altra eccellenza”.
A illustrare la situazione dell’azienda sono stati poi Andrea Calzoni, segretario regionale Fim Cisl Umbria, Nico Malossi, segretario provinciale Fiom Cgil Perugia, e Daniele Brizi, segretario generale Uilm Uil Perugia. “La situazione è preoccupante e paradossale. A inizio 2025 – hanno ricordato i sindacati – avevamo addirittura chiesto nuove assunzioni per far fronte alle numerose commesse. Poi, con la nuova gestione, a causa del suo immobilismo e di problemi finanziari, si è invece persa la fiducia del principale cliente. Abbiamo perciò chiesto un piano industriale e per tutta risposta ci è stata presentata una procedura di licenziamento collettivo che abbiamo contrastato, ottenendo gli ammortizzatori sociali in attesa di sviluppo. Nel frattempo, sono però cambiati diversi amministratori delegati, provocando un ulteriore immobilismo e il blocco di un’azienda che invece avrebbe mercato”. “Ora – concludono i sindacati – c’è bisogno di riprendere fiducia dei clienti e acquisire il materiale necessario per scongiurare il rischio di non poter soddisfare le commesse. L’azienda deve fare un passo avanti, investendo, oppure uno indietro, valutando di cedere lo stabilimento, visto che ci sono più richieste di acquisizione da parte di imprese del settore. La chiusura sarebbe un disastro per questo territorio dove tante piccole e medie aziende operano nell’indotto e dove già si sono avute profonde crisi industriali e una forte deindustrializzazione”.
Nicola Torrini