SOCIETÀ
  by Rossana Furfaro Published: lunedì 9 marzo 2026 17:03:51

Umbria Left chiede alle istituzioni locali una "posizione chiara" sulla guerra all'Iran

L’associazione culturale propone che parta dall’ ‘Umbria di Capitini’ una mobilitazione per la pace - Lettera aperta a presidente della Regione Umbria, sindaca di Perugia, amministratori locali, forze politiche, sindacati e associazioni

(AVInews) – Perugia, 9 mar. – “Riteniamo necessario che istituzioni, politica e società civile prendano parola e assumano una posizione chiara rispetto all’escalation dei conflitti, dopo l’attacco all’Iran, che rischia di coinvolgere sempre più direttamente l’Europa e il nostro Paese”.

Questo quanto chiede l’associazione Umbrialeft Aps nella lettera aperta che rivolge alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, alla sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, agli amministratori locali, alle forze politiche, alle organizzazioni sindacali e alle associazioni culturali e sociali.

“Negli ultimi giorni abbiamo assistito a decisioni e prese di posizione che sollevano interrogativi molto seri – commentano da Umbrialeft – sulla coerenza della politica estera italiana e sul rispetto del diritto internazionale. Allo stesso tempo iniziano a manifestarsi, con sempre maggiore evidenza, anche le possibili ricadute sociali ed economiche. In Parlamento il Governo italiano ha riconosciuto esplicitamente che l’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran è avvenuto al di fuori delle regole del diritto internazionale. Si tratta di un’affermazione di straordinaria gravità, perché ammette la violazione dei principi giuridici che dovrebbero regolare la convivenza tra gli Stati. A fronte di questo riconoscimento, tuttavia, la risoluzione approvata dal Parlamento impegna l’Italia, tra le altre cose, a garantire supporto logistico attraverso l’utilizzo delle basi militari presenti nel nostro Paese per le operazioni dei partner internazionali coinvolti nello stesso scenario di conflitto”.

“È evidente la contraddizione: – aggiungono dall’associazione Umbrialeft – se un’azione militare viene riconosciuta come estranea al diritto internazionale, mettere a disposizione il proprio territorio e le proprie basi non può essere considerato un atto neutrale. Una simile ambiguità rischia di collocare l’Italia in una posizione incompatibile con lo spirito e la lettera dell’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e indica nel diritto e nella diplomazia la strada per la risoluzione delle controversie internazionali”.

“Rivolgiamo quindi un appello alla presidente della Regione Umbria – proseguono dall’associazione Umbrialeft – affinché il Consiglio regionale discuta e approvi un ordine del giorno che esprima una netta contrarietà all’escalation militare in corso e impegni il governo italiano ad agire con coerenza nel rispetto del diritto internazionale e dei principi della Costituzione. Allo stesso tempo chiediamo alla sindaca di Perugia di promuovere una analoga discussione nel Consiglio comunale, affinché anche la città capoluogo dell’Umbria esprima una posizione chiara a favore della pace e della soluzione diplomatica dei conflitti”.

“L’Umbria  – concludono da Umbrialeft – è una terra che porta nella propria storia civile e politica l’eredità di Aldo Capitini, che proprio da Perugia promosse la prima Marcia per la pace e la fraternità tra i popoli. L’‘Umbria di Capitini’ può rappresentare ancora
 oggi un riferimento morale e politico per chi crede nella pace, nella partecipazione democratica e nella responsabilità delle istituzioni. Rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche, alle organizzazioni sindacali e alle associazioni culturali e sociali affinché si costruisca, a partire dall’Umbria, una mobilitazione pubblica e unitaria per la pace: con assemblee, iniziative pubbliche e momenti di partecipazione che coinvolgano la comunità regionale”.


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