Vertenza trasporti, Filt Cgil Umbria: “Gruppo Fs spieghi a Regione e consigli comunali”
Il segretario Ciro Zeno chiede la convocazione dei vertici: “Gestiscono azienda pubblica, rispondano ai cittadini”. Oltre a crisi dei treni regionali denunciati rischi per gli Intercity
(AVInews) – Perugia, 9 apr. – “La Regione Umbria inviti formalmente i vertici e i dirigenti del Gruppo Fs Italiane a relazionare al consiglio regionale in merito alla crisi dei trasporti regionali, interregionali e intercity. I sindaci di Perugia, Terni, Foligno, Spoleto, Orvieto, Città di Castello e Umbertide convochino d’urgenza consigli comunali aperti, esigendo la presenza degli amministratori di Rfi (Rete ferroviaria italiana) e Trenitalia. Serve un’azione istituzionale immediata: la politica deve uscire da questo impasse. Gli amministratori del Gruppo Fs Italiane gestiscono un’azienda pubblica di Stato e hanno il dovere di rispondere ai cittadini e ai territori, non possono arroccarsi nel silenzio”. Il segretario generale della Filt (Federazione lavoratori trasporti) Cgil Umbria, Ciro Zeno, torna a incalzare le istituzioni e la politica in merito alla vertenza trasporti e alla crisi cronica dei treni regionali, a cui ora si aggiunge una nuova, imminente minaccia: “La situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente – denuncia Zeno – con la messa a gara dei treni Intercity. Aggiungiamo gravità su gravità: la frammentazione dei servizi Intercity rischia di smantellare l’ultima rete di collegamento universale rimasta. Senza una visione unitaria, l’Umbria sarà stritolata tra regionali inefficienti e Intercity affidati a logiche di gara che poco hanno a che fare con le reali necessità dei pendolari. È un processo pericoloso che va fermato o governato con cabine di regia ferree”.
Da qui la proposta della Filt Cgil: una cabina di regia nazionale che superi la frammentazione regionale attraverso cinque macro aree strategiche: Nord-Ovest; Nord-Est; Centro-Nord (Umbria, Marche, Lazio e Toscana); Centro-Sud; Sud e Isole. “Il fatto che regioni confinanti comunichino poco o addirittura non comunichino tra loro – sottolinea infatti Zeno – è una forte criticità per il servizio”.
Critiche alla gestione operativa, quindi, da parte della Filt Cgil, ma anche un affondo alle responsabilità politiche: “Negli ultimi anni, in particolare negli ultimi tre – ha affermato Zeno –, i governi centrali hanno smantellato il diritto alla mobilità a colpi di tagli e mancata programmazione. I danni che viviamo oggi sono il frutto delle scelte scellerate dei governi centrali. Siamo di fronte a una gestione irrazionale che costringe i pendolari a veri e propri ‘viaggi della speranza’. Ogni mattina, migliaia di cittadini salgono sui convogli con la sola preghiera di arrivare a destinazione, affrontando tratte lunghissime, ritardi, rotture di carico, incertezze e una programmazione che onora solo i treni Alta velocità. A subire le conseguenze di questa deriva sono i cittadini e, in prima linea, chi con loro lavora sui treni”.
Infine, Zeno pone l’accento sulla pressione insostenibile vissuta dal personale: “Capitreno e macchinisti sono l’unico e vero avamposto delle ferrovie a bordo dei convogli. Sono loro che, chiusi dentro i vagoni insieme ai passeggeri, subiscono quotidianamente accuse, lamentele e pesanti offese quando i treni sono in ritardo, soppressi o guasti. È inaccettabile che questi lavoratori debbano fare da bersaglio umano alla rabbia dei pendolari per colpe che ricadono interamente su un connubio di fallimento tecnico politico”.
Nicola Torrini