(AVInews) – Torgiano, 9 feb. – È stato presentato a Torgiano domenica 8 febbraio il libro ‘Approdo per noi naufraghi - Come costruire la pace’, dell’ex ambasciatrice, autrice di libri di narrativa e commentatrice di politica internazionale, Elena Basile, presente all’iniziativa organizzata dall’associazione Umbrialeft. Oltre all’ex ambasciatrice, che nel 2023 si dimise per incompatibilità tra i suoi principi morali e la politica estera italiana e che da allora, tra le altre cose, svolge l’attività di commentatrice su testate giornalistiche, sono intervenuti Claudio Grassi, coordinatore nazionale dell’associazione Disarma, la professoressa Barbara Turchetta dell’Università di Bergamo e Ciriaco Giusto, consigliere comunale del Comune di Torgiano. Il dibattito sarà presentato da Attilio Gambacorta di Umbrialeft.
“Il libro analizza i fattori geopolitici, economico-sociali e culturali – ha dichiarato Basile – che ci hanno condotto ad una Europa che purtroppo è stata complice del genocidio di Gaza in una guerra a bassa intensità ma atroce per il rischio nucleare. È un libro che indica un cammino, porta una riflessione unitaria. ‘Come costruire la pace’ è il sottotitolo si rivolge anche all’Europa di cui ricorda gli ideali traditi da un’Europa delle burocrazie non elette che purtroppo non conosce la democrazia, la separazione dei poteri ed è soprattutto uno strumento di asservimento dei popoli a logiche neoliberiste e neoconservatrici americane”.
Il libro di Basile esamina il cosiddetto ‘secolo americano’ che sta per finire. Con il crollo dell’Urss e la fine della guerra fredda non è finita la storia, come sosteneva il politologo Fukuyama. Da un possibile mondo monopolare ne è nato uno multipolare, potenze con interessi diversi per i quali le potenze stesse si combattono. Non direttamente, ma per procura, come succede in Ucraina. L’allargamento della Nato ad est, piazza Maidan, il conflitto in Ucraina, e quello israelo-palestinese, le primavere arabe, hanno tutte la stessa causa: il controllo energetico del pianeta. In Ucraina si tratta di gas, in medio-oriente è il petrolio. Così come in Venezuela. A partire dalla prima guerra del golfo (1991), è stata inaugurata dagli Usa, paese il cui debito estero verso la Cina ha raggiunto livelli altissimi, un’epoca di conflitti, giustificata da una propaganda menzognera che sosteneva di esportare la democrazia. È ormai chiaro a tutti che non si tratta di questo, ma di ben altro. La grande delusione viene dall’Europa, assoggettata servilmente ad uno strapotere statunitense che crea solo danni alle popolazioni del Vecchio Continente, sostiene l’autrice. Nel libro si parla molto di Europa, di come è nata, degli accordi di Maastricht, delle politiche economiche restrittive, anche tramite esperienze personali come quelle in Svezia. Si parla di debito pubblico italiano, con un’interessante descrizione della sua composizione: il 58% del debito italiano è in mano alla Banca d’Italia ed alla Cassa Depositi e Prestiti. Una critica severa viene fatta alle politiche di austerità imposte dalla troika, che colpiscono la ricerca e gli investimenti, e che riducono il Pil facendo aumentare il debito. La speranza che emerge dalla pagine del libro è quella che si possa ripartire dalle Costituzioni nate all’indomani della Seconda guerra mondiale e rilanciare gli ideali di democrazia e uguaglianza.
L’intervento della professoressa Turchetta ha poi messo in risalto la necessità di evidenziare la capacità d’indignarsi delle giovani generazioni e degli studenti in un clima politico e culturale avverso al pensiero critico. “È stato un dibattito molto importante – ha concluso Grassi – che ha messo a fuoco le tematiche della pace e della guerra dentro un contesto internazionale. Quello che emerge è che si sviluppano sempre più delle politiche di guerra; nonostante a Gaza si sia firmato un trattato di pace, continua il massacro della popolazione palestinese, la guerra russo ucraina continua quindi si conferma la necessità di rafforzare il movimento contro la guerra e di continuare la mobilitazione per la pace. Da questo punto di vista l’iniziativa proposta a Bologna dalle associazioni pacifiste per una grande manifestazione a fine marzo a Roma ha accolto qui nell’assemblea che abbiamo svolto a Torgiano un sostegno positivo. Credo che nelle prossime settimane ci si debba molto impegnare affinché questa mobilitazione cresca e contemporaneamente in tutti i territori si sviluppino iniziative per la pace e contro il riarmo”.