Avvio d’anno in forte accelerazione per Brunello Cucinelli, che chiude il primo trimestre 2026 con ricavi pari a 369 milioni di euro, in crescita del 14 per cento a cambi costanti e dell’8,1 per cento a cambi correnti. Un risultato che conferma la traiettoria di sviluppo già evidenziata nel 2025 e rafforza il posizionamento del gruppo nel segmento più alto e resiliente del lusso globale.
A sostenere l’espansione è in primo luogo il canale retail, che registra un incremento del 20,1 per cento e arriva a rappresentare il 64,5 per cento dei ricavi complessivi, in aumento rispetto al 61,8 per cento dello stesso periodo dell’anno precedente. Una dinamica che evidenzia il progressivo rafforzamento del controllo diretto sulla distribuzione, elemento chiave nella strategia del gruppo, sostenuto sia dall’incremento delle vendite a parità di perimetro sia dal contributo dei nuovi spazi aperti tra la seconda parte del 2025 e i primi mesi del 2026, tra cui le boutique resort in Florida e il punto vendita di Wuhan.
Il canale wholesale, pur con una crescita più contenuta pari al 4,3 per cento, conferma una buona qualità della domanda e relazioni solide con circa 400 partner multibrand di alto livello. In questo ambito, il gruppo punta a mantenere elevati standard di esclusività e coerenza anche nell’online, allineando sempre più il posizionamento dei partner digitali a quello delle boutique fisiche.
Dal punto di vista geografico, tutte le aree contribuiscono alla crescita, con una performance particolarmente brillante nelle Americhe, dove i ricavi raggiungono 137,7 milioni di euro, pari al 37,3 per cento del totale, con un incremento del 20,3 per cento. Qui il retail accelera ulteriormente grazie sia all’ingresso di nuovi clienti sia all’aumento della spesa media, sostenuto da una domanda orientata verso prodotti di alta qualità e forte identità stilistica.
Molto positivo anche il contributo dell’Asia, con ricavi pari a 106,7 milioni di euro e una crescita del 17,8 per cento. In particolare, la Cina conferma un forte dinamismo nel segmento del prêt-à-porter di alta gamma, con una crescente attenzione verso capi di elevata manifattura e una base clienti in espansione, che si affianca a quella già fidelizzata.
Più moderata ma comunque significativa la crescita in Europa, pari al 4,4 per cento, con ricavi a 124,7 milioni di euro e un peso del 33,8 per cento sul totale. Il mercato europeo beneficia soprattutto del rafforzamento dei flagship store di Londra e Parigi, oltre che di una domanda stabile, in un contesto caratterizzato da base comparabile e assenza di nuove aperture nel periodo.
“I risultati del primo trimestre 2026 sono stati ottimi”, sottolinea Brunello Cucinelli. “Abbiamo registrato una crescita del fatturato del 14 per cento e riteniamo che la nostra Casa di Moda stia vivendo il momento migliore della propria storia. L’immagine alta del brand si conferma molto solida a livello globale”.
Sul piano commerciale, il trimestre beneficia di sell-out molto positivi delle collezioni primavera-estate, mentre la raccolta ordini per l’autunno-inverno 2026 evidenzia risultati definiti di altissima qualità, con giudizi estremamente favorevoli da parte della stampa internazionale e dei principali buyer, che parlano di collezioni “forse le più belle di sempre”. Un elemento che rafforza la visibilità sul secondo semestre e contribuisce alla fiducia sulle prospettive annuali.
“Grande creatività, contemporaneità del prodotto, artigianalità, manualità ed esclusività restano i nostri punti di riferimento”, aggiunge Cucinelli. “In questo momento abbiamo ribadito l’importanza di decisioni flessibili e reversibili, accompagnate da prudenza e pazienza, senza mai perdere la giusta ambizione”.
Un ruolo crescente è svolto anche dal digitale, con il nuovo e-commerce “Callimacus”, basato sull’intelligenza artificiale, che ha già mostrato una significativa capacità di aumentare il tempo di permanenza e il livello di interazione con i clienti, contribuendo allo sviluppo delle vendite e al rafforzamento della relazione con la clientela.
Nel complesso, il gruppo evidenzia come il proprio modello di business, fondato su una filiera corta e interamente italiana, su una forte identità di marca e su una clientela prevalentemente domestica, rappresenti un elemento di stabilità anche in un contesto macroeconomico e geopolitico complesso. In particolare, il peso limitato del Medio Oriente, pari a circa il 5 per cento, e la ridotta dipendenza dal turismo internazionale contribuiscono a mitigare i rischi legati alla volatilità dei mercati.
Alla luce delle evidenze del primo trimestre, Brunello Cucinelli conferma una crescita attesa dei ricavi intorno al 10 per cento per l’intero 2026, con una prospettiva analoga anche per il 2027.
“Guardiamo all’anno in corso con particolare fiducia”, conclude Cucinelli. “Crediamo fortemente nel nostro modello di business e immaginiamo una crescita del fatturato intorno al 10 per cento anche per il futuro prossimo, in un percorso che vogliamo continui a essere sano, equilibrato e sostenibile”.
Un quadro che conferma come il gruppo umbro continui a distinguersi nel panorama del lusso internazionale, puntando su esclusività, qualità e coerenza strategica come leve principali di sviluppo.