Casa di Comunità Monteluce, Cgil, Cisl e Uil: “necessario un incontro”
I sindacati chiedono un confronto con Comune di Perugia e Usl Umbria 1. Le organizzazioni sindacali: “mancano informazioni compiute su responsabilità e tempistiche”
-
lavori fermi casa comunità monteluce
-
Monteluce con sede Spi Cgil
(AVInews) – Perugia, 10 feb. – “Rinnoviamo l’esigenza di un incontro specifico per comprendere nel dettaglio le novità che dovrebbero accompagnare l’ormai interminabile e tortuoso percorso della Casa di Comunità di Monteluce, nonché le tempistiche previste, e nel frattempo continueremo a monitorare e a verificare l’andamento dei lavori per l’attivazione di un fondamentale servizio che già da tempo avrebbe dovuto dare adeguate risposte ai bisogni socio-sanitari delle cittadine e dei cittadini di Perugia”. Questa la posizione espressa dai segretari Vanda Scarpelli per Cgil Perugia, Valerio Natili per Cisl Umbria e Nicola Cassieri per Uil Umbria, insieme alle categorie dei pensionati per la Cgil Lega Spi Perugia Renzo Basili, per la Cisl Francesco Ferroni e per la Uil Luciano Taborchi.
“Cgil Cisl e Uil insieme alle rispettive categorie dei pensionati – proseguono i sindacati – da tempo avevano sollecitato il Comune di Perugia e la Usl Umbria 1 ad assumere decisioni per garantire la ripresa e la velocizzazione dei lavori della Casa di Comunità di Monteluce. Il silenzio assordante e la mancanza di qualsiasi interlocuzione con la direzione della Usl Umbria 1, a cui invano abbiamo più volte chiesto, anche a mezzo stampa, appositi incontri per conoscere i motivi degli enormi ritardi nella realizzazione della Casa di Comunità, è stato ora rotto dal comunicato letto nei quotidiani, a cui si è aggiunta la dichiarazione del Comune di Perugia”. “Quei comunicati – proseguono da Cgil, Cils e Uil – in parte ci rassicurano, ma ci lasciano comunque perplessi proprio per la mancanza di informazioni più compiute in ordine alle responsabilità e alla tempistica, che non risultano presenti nei social e nella stampa. Peraltro, la mancanza di qualsiasi interlocuzione con le forze sociali non può che essere da noi stigmatizzata, al di là dei proclami, come palese volontà di sottrarsi al qualsiasi confronto e partecipazione”.