Reunion per i ragazzi del ‘54 dell’ex geometri Arnolfo di Cambio di Perugia
Il ricordo: “Solo nella nostra classe eravamo 35, mentre oggi si fatica a completarne una”. Dopo la maturità nel 1973, la V A dell’istituto tecnico si è rincontrata a distanza di 53 anni
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(AVInews) – Perugia, 29 mag. – Il 1973 fu per l’Italia un anno di austerity e domeniche a piedi, di strategia della tensione e forti tensioni sociali e politiche. L’Ac Perugia militava in serie B e giocava ancora nel vecchio stadio Santa Giuliana. Nelle radio passavano le canzoni dei Pink Floyd e di Lucio Battisti, mentre al cinema proiettavano film come L’esorcista e Amarcord. Per una trentina di ragazzi perugini appena maggiorenni quello fu però soprattutto l’anno della maturità e dell’ottenimento del diploma da geometra. Frequentavano, infatti, la classe V A dell’allora Istituto tecnico per geometri ‘Arnolfo di Cambio’, negli spazi dell’ex ospedale psichiatrico, nei pressi del parco Santa Margherita, e avevano ancora tutta la vita davanti. A distanza di 53 anni, quegli allora giovanotti, oggi settantenni con i capelli bianchi e qualche ruga in più sul viso, si sono voluti rincontrare e ritrovare insieme per ricordare gli anni spensierati dell’adolescenza, raccontare cosa è successo dopo, a livello familiare e professionale, e commemorare anche i compagni che purtroppo non ci sono più. Una rimpatriata che si è tenuta al Maneggio di Colle Umberto, tra spensieratezza, nostalgia e convivialità. Per l’occasione hanno anche realizzato un portachiavi ricordo con la data dell’incontro, la scritta ‘Geometri per..caso!” e l’immagine del personaggio dei fumetti Archimede Pitagorico. “Abbiamo anche riflettuto – hanno commentato i ragazzi della classe ’54 – sul fatto che allora, in una sola classe, eravamo ben 35 studenti che frequentavano l’istituto per geometri, mentre oggi negli istituti CAT (Costruzioni Ambiente Territorio) si fatica anche a creare una sola classe. Andrebbe riscoperto e valorizzato questo indirizzo scolastico che ha poi dato a gran parte di noi anche uno sbocco lavorativo, che ci ha soddisfatto sia dal punto di vista professionale che umano, consentendoci di costruire una famiglia”.