Tassa sul porno, Fruganti (FdI): “Abolirla è un messaggio sbagliato per i giovani e per la dignità della donna”
La consigliera comunale di Perugia: “Mi sorprende il silenzio delle femministe di sinistra”
(AVInews) – Perugia, 10 giu. – “Mentre istituzioni nazionali ed europee rafforzano gli strumenti per proteggere i minori dall’accesso ai contenuti pornografici online, la maggioranza di centrosinistra del Comune di Perugia sceglie di impegnarsi per abolire la cosiddetta Tassa Etica sul porno. Una scelta che considero profondamente sbagliata e lontana dalle vere priorità educative e sociali della nostra comunità”. Lo dichiara la consigliera comunale di Fratelli d’Italia, Elena Fruganti, commentando l’ordine del giorno approvato in Consiglio comunale.
“Nel documento approvato - spiega la consigliera - si parla di libertà economica, fiscalità e diritti degli operatori del settore, ma non c’è una sola riflessione sul fenomeno della pornografia tra i giovani. Eppure è proprio qui che dovrebbe concentrarsi l’attenzione della politica. Secondo una ricerca del CNR, l’utilizzo precoce e intensivo della pornografia online riguarda il 46% dei ragazzi e l'8% delle ragazze. Un’indagine Save the Children-Ipsos del 2025 evidenzia inoltre che tra i giovani di 16-19 anni l’esposizione a contenuti pornografici interessa oltre il 40% dei ragazzi e il 18% delle ragazze”.
“La sinistra - afferma ancora Fruganti - sostiene che uno Stato laico non debba esprimere giudizi di valore attraverso il fisco. Ma uno Stato laico non è uno Stato indifferente. Attraverso il sistema fiscale le istituzioni non si limitano a raccogliere risorse: indicano anche quali comportamenti intendono incentivare e quali fenomeni ritengono opportuno scoraggiare nell’interesse collettivo. È lo stesso principio che giustifica una tassazione più elevata su tabacco e gioco d’azzardo”.
Fruganti richiama anche il tema della tutela della donna: “Mi sorprende il silenzio delle femministe di sinistra. Da anni denunciano giustamente l’oggettivazione del corpo femminile e gli stereotipi di genere, ma quando si parla di pornografia tutto sembra improvvisamente diventare un semplice tema fiscale. La pornografia non può essere considerata un qualsiasi settore produttivo senza interrogarsi sulle sue conseguenze culturali e sociali”.
“Nessuno mette in discussione la libertà degli adulti – conclude Fruganti – ma una cosa è riconoscere la liceità di un’attività, altra è sostenere che tutte le attività lecite abbiano lo stesso valore sociale. Per questo ritengo un errore politico e culturale che il Comune di Perugia si schieri a favore dell’abolizione della Tassa Etica sul porno, inviando un messaggio sbagliato soprattutto alle nuove generazioni”.