(AVInews) – Perugia, 21 mag. – “È una situazione indecorosa e vergognosa. Non si può continuare a trattare le persone come numeri o pacchi da spostare da una cooperativa all’altra. Questi lavoratori meritano stabilità, dignità, il giusto contratto nazionale e il pieno riconoscimento delle professionalità che esercitano quotidianamente. La Regione Umbria intervenga immediatamente”. È quanto affermano le organizzazioni sindacali Filcams Cgil Perugia, Fp Cgil Perugia e Uiltucs Uil Umbria in merito alla vicenda dell’appalto del servizio trasporti della Usl Umbria 2. Vicenda che riguarda attualmente 60 lavoratori, ma che nel tempo ha coinvolto complessivamente circa 150 lavoratori. “Per oltre cinque anni – ricordano i sindacati – questi lavoratori hanno accompagnato e trasportato degenti e pazienti, svolto collegamenti intraospedalieri ed extraospedalieri tra Foligno, Spoleto, Norcia, Cascia e Terni, movimentato materiale biologico, ematico e farmaci antiblastici. Un lavoro delicato, ad alta responsabilità, indispensabile per il funzionamento quotidiano degli ospedali e dei servizi sanitari territoriali. Eppure, pur garantendo un servizio essenziale, questi lavoratori sono stati per anni considerati un costo da comprimere e non professionalità da valorizzare, subendo salari ridotti, minori tutele e condizioni contrattuali indegne della responsabilità che quotidianamente si assumono”.
Tutto ha inizio nel 2020 quando il Consorzio Progetto Multiservizi, il consorzio che gestiva gli appalti della Usl Umbria 2, assume tale personale, attraverso due cooperative, applicando il contratto nazionale di lavoro ‘Case di cura Anpit’. Una scelta contestata subito da Filcams, Fp e Uiltucs poiché per i lavoratori (che prima avevano il contratto ‘Cooperative sociali) ciò significava un drastico peggioramento delle condizioni economiche e normative. Negli anni successivi si susseguono incontri, mobilitazioni e richieste di intervento a Regione Umbria e Usl Umbria 2, ma senza esito. Nel 2024, su richiesta di Filcams Cgil e Cgil Perugia, interviene l’Ispettorato del lavoro. Dopo circa un anno di accertamenti, l’Ispettorato contesta numerose irregolarità, tra cui “l’utilizzo improprio del lavoro a termine, carenze in materia di salute e sicurezza, trattamenti retributivi ritenuti non conformi all’articolo 36 della Costituzione e applicazione di un contratto collettivo non adeguato rispetto alle attività realmente svolte”. Nonostante ciò, a marzo 2026 la Usl Umbria 2 annuncia pubblicamente l’aggiudicazione del nuovo appalto, indicando come contratto applicabile il contratto ‘Servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi’. Una scelta che Filcams Cgil, Fp Cgil e Uiltucs Uil giudicano “gravissima e incomprensibile alla luce delle risultanze ispettive” ed essendo un contratto ritenuto “non coerente con le attività realmente svolte”. Per i sindacati, la situazione viene aggravata ulteriormente “dalla scelta di consentire il ricorso al subappalto in un contesto già fortemente compromesso”. A tutto questo si aggiunge un’ulteriore preoccupazione: “A seguito del cambio di appalto, per molti lavoratori rischia di iniziare un vero e proprio calvario per ottenere il pagamento delle ultime spettanze da parte delle cooperative uscenti, compreso il trattamento di fine rapporto”. Nel frattempo sia la Usl Umbria 2 che il Consorzio Progetto Multiservizi hanno presentato ricorso al Tar Umbria contro gli esiti dell’attività ispettiva. Ma per Filcams Cgil, Fp Cgil e Uiltucs Uil, “questa vicenda non può essere ridotta a una semplice questione burocratica o amministrativa. Qui non c’è soltanto un contenzioso giuridico, ci sono persone, famiglie, salari insufficienti, stipendi pagati in ritardo e anni di precarietà. Pensare che tutto possa essere archiviato con una sentenza significa non comprendere fino in fondo la gravità sociale di questa vicenda”.
A oggi, infatti, i lavoratori sono ancora in attesa dello stipendio di aprile e, nonostante ciò, continuano a garantire il servizio. “Se il servizio dovesse interrompersi o anche soltanto rallentare – concludono le organizzazioni sindacali –, le conseguenze sarebbero immediate e gravissime. Se in questi anni il servizio ha continuato a funzionare è stato soprattutto grazie al senso di responsabilità e alla professionalità delle persone impiegate nell’appalto, che hanno continuato a garantire il servizio anche in condizioni economiche e contrattuali spesso inaccettabili”.
Nicola Torrini