Fp Cgil Umbria, servizi socio-educativi: “Bene la decisione della Giunta regionale su adeguamento tariffe, ma errore abrogare la norma su educatori professionali”
(AVInews) – Perugia, 2 mag. – “Apprezziamo la decisione della Giunta regionale, su indirizzo dell'assessore competente Fabio Barcaioli, in merito all'adeguamento delle tariffe dei servizi residenziali socio-educativi destinati ai minori, ferme al 2018. Un adeguamento di oltre il 18% che permetterà, come apprendiamo dalla Regione Umbria, di garantire gli adeguamenti contrattuali. “È quanto afferma in una nota il segretario regionale di Fp Cgil Umbria, Michele Agnani, che prosegue sottolineando come “tale decisione mette in sicurezza dal punto di vista economico gli operatori e di conseguenza i lavoratori che operano in un settore, delicato e fondamentale, per la tutela dei minori e per il superamento delle fragilità dei ragazzi che hanno visto un forte incremento, a partire dal post-emergenza Covid, e che rischiano di aumentare ulteriormente di fronte alla crisi economica, dettata da un contesto internazionale sempre più complicato”.
“Un settore, quello sociale – continua Agnani – che richiede una forte attenzione politico istituzionale sempre maggiore, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, che vivono sulla propria pelle tutto il peso della crisi economica. L'adeguamento delle tariffe dà risposte ad un settore altamente professionalizzato, dove operano molti giovani laureati”.
Ma Fp Cgil Umbria mette in evidenza anche un elemento di criticità. “L'assemblea regionale – spiega Agnani – il giorno 7 aprile, senza nessun confronto preliminare, ha abrogato la norma regionale che permetteva, fino al 31 dicembre 2027 ai laureati in Scienze e tecniche psicologiche, Servizi sociali e ai sociologi, di svolgere la funzione di educatori professionali. Questa scelta compiuta dalla Giunta, che noi riteniamo sia stato un errore compiuto nella più totale buona fede, rischia di mettere a rischio i servizi di welfare e numerosi posti di lavoro. Per queste ragioni chiediamo alla Regione di intervenire, per porre rimedio, garantendo la continuità dei servizi e livelli occupazionali delle elevate professionalità che operano nei servizi di welfare”.