(AVInews) – Perugia, 9 gen. – Con la presentazione da parte degli studenti dei project work elaborati nelle settimane precedenti, si è conclusa la prima collaborazione tra l’Università degli studi di Perugia e l’azienda pietralunghese Giuliano Tartufi, una delle principali realtà italiane nel campo della lavorazione e commercializzazione del tartufo. Una sinergia tra una grande impresa del territorio e l’ateneo umbro volta a creare valore aggiunto ad entrambe le parti, ma soprattutto agli studenti.
In particolare, questo primo progetto di collaborazione, stretto con il Dipartimento di Economia, nell’ambito della laurea magistrale in Economia e management, prevedeva che i circa trenta studenti coinvolti, suddivisi in gruppi di lavoro, analizzassero le attuali tendenze nel mercato del tartufo e proponessero politiche di marketing innovative da implementare sui mercati internazionali per migliorare la posizione competitiva dell’impresa.
A tal fine, l’indagine condotta sotto il coordinamento del professore Antonio Picciotti, insegnante del Laboratorio di strumenti digitali per la competitività, è stata strutturata in tre fasi, le prime due di analisi e la terza progettuale e di proposta. Alla presentazione dei lavori conclusivi, che si è tenuta al Dipartimento di Economia dell’Università degli studi di Perugia, erano presenti anche il titolare della Giuliano Tartufi, Giuliano Martinelli, e la chief commercial officer Elisa Ioni ‘Lady Tartufo’.
“Abbiamo dato vita a una collaborazione strategica – ha sottolineato Martinelli – per cercare di trattenere nella nostra regione i talenti che escono dalla nostra università e che, in assenza di opportunità, rischierebbero invece di scappare in altre città o Paesi, come capita sempre più spesso. Ho visto dei lavori, delle strategie e dei progetti interessantissimi, che potrebbero anche svilupparsi concretamente. Questa, infatti, è solo una prima fase, ma non escludiamo che possa avere ulteriori sbocchi e collaborazioni, perché no, anche lavorative. Questi ragazzi sono particolarmente creativi ed è quello di cui abbiamo sempre più bisogno per competere in mercati sempre più complicati: impediamo che vadano via, cerchiamo di farli strutturare al meglio, diamogli un appoggio e ascoltiamoli”.
“Con questa operazione – ha spiegato il professor Picciotti – gli studenti mettono a disposizione la loro creatività, le loro conoscenze e il loro metodo di lavoro. L’impresa mette a disposizione l’opportunità di fare esperienze. Ringrazio quindi la Giuliano Tartufi che ha dimostrato la volontà di collaborare a questo esperimento e ci auguriamo che tale iniziativa possa proseguire, anche offrendo vere opportunità di occupazione. Molte volte si parla di trattenere i giovani talenti all’interno della regione: questo stiamo cercando di fare”.
In particolare, durante il progetto, ogni gruppo di lavoro ha analizzato uno specifico mercato estero, definendo e valutando le condizioni generali di attrattività, il potenziale di mercato, le principali tendenze nei comportamenti di acquisto e di consumo, gli eventuali ostacoli di natura amministrativa. È poi stata analizzata la presenza digitale dei principali competitor e di altre imprese italiane operanti nel comparto food, con particolare riferimento al modo in cui veicolano il concetto e il vissuto del made in Italy (segmento luxury). Infine, ogni gruppo ha proposto un’idea creativa in ambito della comunicazione, relativo al Paese target individuato.
Nicola Torrini